BABY GANG IN PIAZZA LIBERTA’, OPERAZIONE DEI CC –

Tirapugni e coltelli a serramanico: erano queste le armi con cui i minori riuniti in una vera e propria baby gang erano diventati il terrore di altri ragazzini in età compresa tra i 14 e 15 anni in piazza Piazza della Libertà. Le indagini dei carabinieri con la Procura della Repubblica dei minori hanno permesso di individuare i componenti della banda giovanile responsabile di numerose aggressioni ai danni di minori. Tanti gli episodi contestati tutti avvenuti nel pieno centro Cittadino tra cui Piazza della Libertà, diventato. Il luogo di ritrovo di tantissimi ragazzi ma anche di episodi che nel tempo hanno acceso i riflettori e anche le telecamere dei sistemi di videosorveglianza, grazie alle quali è stato possibile ricostruire gli episodi di violenza e di bullismo. L’operazione è stata possibile anche grazie al supporto di famiglie e delle vittime che hanno fornito importanti testimonianze e denunce. I vari episodi di aggressione si sono verificati da febbraio del 2026: i minori, di età compresa tra i 14 e i 15 anni, sono accusati a vario titolo di lesioni personali, percosse, atti di bullismo e detenzione abusiva di armi. “Le condotte criminose venivano poste in essere in modo sistematico ai danni di altri minori, intercettati nei luoghi di aggregazione giovanile del centro città. Le indagini – si legge nella nota a firma del procuratore del tribunale dei minori Angelo Frattini – sono state avviate a seguito delle denunce presentate dai genitori delle giovani vittime, alcune delle quali hanno dovuto fare ricorso a cure mediche ospedaliere. L’attività investigativa si è sviluppata, in particolare, attraverso l’escussione protetta delle vittime e dei testimoni oculari, l’analisi dei filmati estratti dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, nonché tramite l’esecuzione di mirate perquisizioni locali e personali”. La Procura della Repubblica continua la nota “sottolinea l’allarmante gravità del fenomeno, caratterizzato da una totale assenza di motivazione se non la sopraffazione della vittima attraverso la forza del branco. L’intervento mira non solo a interrompere la catena di violenze e a garantire la sicurezza dei giovani della comunità ma ad avviare, anche con l’indispensabile supporto dei Servizi Sociali territoriali competenti, i necessari percorsi di recupero sociale e psicologico previsti dall’ordinamento minorile”.

 

Autore dell'articolo: Brigida Vicinanza