BLOCCO STIPENDI: PER LA SALERNITANA OLTRE UN MILIONE DI BONUS

Salute dei dipendenti, stipendi, fairplay finanziario. La Lega chiede alla Figc di rivedere il rapporto ricavi/indebitamento perché sforare lo 0,15 significa non iscriversi al campionato. La Serie B riunita in assemblea aveva immaginato il taglio generalizzato agli stipendi dei giocatori, fino al 70%. Non era una strada percorribile: gli stipendi dei giocatori in un po’ tutte le squadre, salernitana compresa, non sono sullo stesso piano.

La soluzione che ha messo tutti i club d’accordo è lo stop agli stipendi di marzo e aprile. L’associazione calciatori promette battaglia. Il seguito dipenderà dall’evoluzione della crisi: «rubinetti chiusi» se non si giocherà più, singole trattative club-atleti per le trattenute sulle buste paga, da maggio in poi.

Si dà facoltà alle società di rinegoziare anche i contratti attivi nelle prossime stagioni e il calciomercato potrebbe riservare tante sorprese.

La Salernitana spende 8,5 milioni di euro per gli stipendi dei calciatori ed è al sesto posto nella classifica dei compensi. I contratti durano dall’1 luglio al 30 giugno, la torta ingaggi va frazionata in dodici porzioni e quindi il risultato è una sforbiciata di 708mila euro a marzo. Si va al raddoppio, circa 1,5 milioni, se si considera il risparmio di aprile. Prima di dedicarsi alla beneficenza, i calciatori granata erano scesi in campo l’ultima volta il 7 marzo a Perugia: se c’è stata partita, c’è stata anche la prestazione lavorativa e quindi una piccola parte di stipendio va comunque accordata.

Pagati gennaio e febbraio entro il 16 marzo, la prossima scadenza sarà il 22 giugno, quella delle licenze nazionali. Entro questa data dovrà esserci il saldo di marzo, aprile e maggio. Saranno buste paga più leggere ma c’è ancora tanta incertezza, pure su bonus e premi che potrebbero non maturare più. Esempio limite in granata: vacilla il premio gol che Djuric (9 gol) intasca, da contratto, alla decima marcatura. Dubbi anche sui premi legati a presenze, agli obiettivi salvezza e promozione che di solito vengono accumulati e poi inseriti in busta paga a giugno. La cassa integrazione è applicabile in Serie C, non altrove.

Infatti ieri Lega Serie C, Assocalciatori e Associazione Allenatori hanno informato in una nota congiunta che «è stato trovato l’accordo per tutelare i tesserati che percepiscono meno di 50mila euro» e hanno chiesto al Governo di «utilizzare ammortizzatori sociali più strumenti ad hoc per sopperire alla carenza di liquidità dei club». E’ molto difficile che accada in B e la Salernitana non fa eccezione: non ci sono contratti al di sotto dei 50mila euro lordi, fatta eccezione per il portiere Lazzari e ad inizio stagione per Morrone. L’Aic come detto promette battaglia: «Una provocazione, si punta solo a scaricare sui calciatori tutti i danni del sistema – ha detto Calcagno, il vice presidente – Senza dialogo, non escludo cause».

Altro tema caldo è la ripresa degli allenamenti. Il prossimo dpcm potrebbe concedere parziale apertura all’attività sportiva dal 4 maggio, nel rispetto delle condizioni di sicurezza e previa nuova idoneità sportiva. Ci sono 10 partite da giocare in B, più 5 di playoff, nel caso della Salernitana.

Autore dell'articolo: Eugenio Marotta

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