Il giorno dopo il comunicato con il quale Federcepicostruzioni ha lanciato allarme sul piano casa ed i numeri che non tornano, è direttamente il presidente nazionale dell’associazione a chiarire dubbi e presentare proposte utili a correggere il tiro. Antonio Lombardi al microfono di Tv Oggi spiega le contraddizioni del provvedimento: i costi oggi ipotizzati rischiano di non essere sufficienti a rendere davvero assegnabili gli alloggi. «Non bisogna confondere la manutenzione leggera con il recupero completo di un immobile inagibile. Impianti, infissi, servizi igienici, adeguamenti di sicurezza e certificazioni comportano costi ben superiori», sottolinea. Secondo Federcasa il fabbisogno complessivo sarebbe di circa 1,44 miliardi di euro. Tuttavia, osserva Federcepicostruzioni, rapportando la cifra ai 59mila immobili censiti si ottiene un investimento medio di circa 24.400 euro per abitazione, una somma ritenuta adeguata solo per interventi limitati. Per una riqualificazione completa, infatti, il costo può variare dai 70 ai 100mila euro per alloggio, mentre una riqualificazione media richiede tra 40 e 60mila euro.Sulla base di una stima prudenziale di 50mila euro per abitazione, il recupero dell’intero patrimonio oggi inutilizzato richiederebbe circa 2,95 miliardi di euro. Una valutazione che, secondo l’associazione, evidenzia la necessità di aggiornare i prezzi di riferimento e finanziare gli interventi sulla base di sopralluoghi e ricognizioni tecniche preventive. Federcepicostruzioni indica inoltre quattro priorità: censimento tecnico degli immobili, finanziamenti commisurati ai lavori necessari, lotti accessibili alle piccole e medie imprese e tempi certi per anticipazioni e pagamenti. «Le imprese italiane sono pronte, ma un’abitazione parzialmente ristrutturata resta un’abitazione non assegnabile», conclude Lombardi. L’obiettivo, ribadisce l’associazione, è restituire alle famiglie case sicure, efficienti e immediatamente disponibili, evitando il rischio di nuovi alloggi ancora inagibili dopo gli interventi.

