BOMBA AMBIENTALE VICINO AL FIUME IRNO, URGE UN PIANO PER LA MESSA IN SICUREZZA –

Procedere con urgenza alla messa in sicurezza dell’intera area, verificare la tenuta della vasca con 20 metri cubi di materiale non identificato e comprendere se ci sono eventuali pericoli di contaminazione per le aree vicine. Sono i prossimi passi ai quali Arpac, vigili del fuoco, ed i comuni di Pellezzano e Salerno lavorano dopo la bomba ecologica scoperta nell’ex deposito annesso alla fabbrica denominata “Cotoniere”. Le esalazioni e la fuoriuscita di liquido dai bidoni stipati rappresentano un pericolo e

l’episodio che si è verificato sabato ne è la dimostrazione. Le forti esalazioni non sono passate inosservate ai clienti della sala Bingo che hanno fatto scattare l’allarme. Ora sarà l’Arpac a dire quali sostanze sono conservate, ma soprattutto se c’è stato sversamento nelle acque del fiume Irno, situato a pochi passi e sul quale al momento dell’allarme è stata notata una fitta schiuma bianca, ancora presente anche ieri mattina. Al momento,  come si legge nella relazione dei vigili del fuoco, supportati nell’intervento dal nucleo NBCR Regionale è stata esclusa la presenza di sostanze infiammabili ed esplosive, ma riscontrata quella di valori elevati di sostanze organiche volatili (VOC), che, sono stati abbattuti attraverso l’utilizzo di materiali inerti. Nel

deposito in questione, la cui bonifica era stata affidata dal 3 luglio 2018 alla ditta So.Ge.Ri, sono stati  rinvenuti diversi fusti di materiale etichettato come pericoloso, alcuni dei quali riversi al suolo. Dopo l’intervento di emergenza che si è completato alle prime luci dell’alba di domenica,sotto gli occhi vigili del sindaco di Pellezzano francesco morra e di quello di salerno, Vincenzo Napoli, è ora necessario mettere a punto un piano di messa in sicurezza chiedendo aiuto anche il Ministero dell’Ambiente. Ma anche il comune di Salerno è pronto a monitorare gli interventi vista la vicinanza con i confini del capoluogo ed il passaggio del fiume.
Sulla questione oggi è intervenuto anche il Comitato e l’Associazione “Salute e Vita”, nel quale rimarca la totale assenza di controllo del territorio da parte delle Istituzioni e degli enti preposti. “In attesa che venga fatta luce su tutte le responsabilità di questo ennesimo scempio ai danni della comunità e che vengano resi noti i rilievi dell’Arpac, desideriamo fare alcune riflessioni – è scritto nel comunicato-  La prima è che l’altra notte si è scongiurata una grave emergenza ambientale dal momento che lo sversamento ha riguardato il fiume Irno, zona d’interesse comunitario (zona SIC), e il mare di Salerno. La seconda è che questa vicenda, così come quella relativa alla mancata delocalizzazione delle Fonderie Pisano, dimostra il fallimento delle scelte operate nel 2003 con la madre delle varianti  urbanistiche  e nel  2006 con il PRG, dal Consiglio Comunale di Salerno, che ha trasformato l’area da industriale a residenziale e autorizzato il raddoppio degli indici di edificabilità all’imprenditore Lettieri ma che non ha vigilato sulla bonifica dell’area in questione. Purtroppo una simile premialità è stata concessa  nel 2006 anche alla proprietà Pisano,  senza di fatto far fermare l’attività che a tutt’oggi continua a rendere la vita un inferno alla popolazione . L’area delle MCM, scopriamo oggi, nascondevano delle vere e proprie bombe ecologiche. A distanza di vent’anni ci sentiamo di dire all’ex sindaco e ora governatore De Luca che l’area di Fratte continua ad essere mortificata e martoriata, con una fonderia che procura un danno esiziale e un centro commerciale sorto in un’area non bonificata e sicuramente possiamo affermare che tante responsabilità devono essere addebitate alle scelte effettuate dalla politiche che negli ultimi 20 anni si sono realizzate grazie proprio al governatore De Luca”.

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro

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