CALCIO: INCOGNITE SU RIPRESA E TAGLIO STIPENDI

Le soluzioni al vaglio della stanza dei bottoni. L’obiettivo è quello di provare a concludere il campionato. Ma la priorità resta la sicurezza. I club cadetti sono divisi. C’è chi, come il Benevento, vorrebbe assolutamente tornare in campo per non vanificare una stagione che vede la promozione dietro l’angolo e altri, come Cosenza o Livorno ad esempio, che trarrebbero sollievo da un annullamento che equivarrebbe al mantenimento della categoria, nonostante le pessime acque di classifica. Ma il Monza di Berlusconi, ha già un piede e mezzo in B: chi gli farebbe posto, visto che la Figc ha già detto no all’allargamento degli organici? Ecco perché la politica del calcio cercherà in ogni modo di completare i tornei. Ancora riunioni del consiglio direttivo di Lega B in videoconferenza. Domani toccherà ai medici dei club cadetti. L’obiettivo è stilare ipotesi sulla ripresa o eventualmente sull’annullamento per evitare che oltre al danno del coronavirus ci siano anche strascichi giudiziari, tra ricorsi e impugnazioni. Cosa peraltro tutt’altro che improbabile in un senso o nell’altro. Altro tema caldo è il taglio degli stipendi. La discriminante sembra la ripresa delle attività (i calciatori al momento godono di un anticipo di ferie), ma le società sembrano mirare comunque a riduzioni. Il presidente della lega B, Mauro Balata è orientato a cercare di riprendere a giocare, anche in estate e comprimendo gli impegni. La pensa così anche la Figc e la Salernitana sarebbe d’accordo, a patto di avere garanzie massime di sicurezza. Un po’ come tutti. Se si riprendesse, in ogni caso le partite si giocherebbero a porte chiuse. Dunque, meno introiti per i club che avrebbero qualche ragione per tentare di decurtare ugualmente gli ingaggi. In misura minore, ovviamente, rispetto all’eventualità che il pallone torni a rotolare a settembre. L’Assocalciatori non sembra appoggiare l’idea delle porte chiuse perché, nonostante i controlli sulla salute, squadre e staff sarebbero comunque sottoposti a continui viaggi, tra aeroporti e stazioni. Non il massimo, anche tra due mesi, in un’Italia che potrebbe essere ancora a rischio ed impaurita. L’Aic di Tommasi, in ogni caso, potrebbe stringere un patto con le leghe su percentuali e fasce, ma le riduzioni degli ingaggi andrebbero comunque trattate dai singoli club con i loro calciatori. Intanto ieri la Figc ha comunicato ai club di B i primi aiuti, prorogando la scadenza del pagamento di ritenute Irpef, contributi Inps e Fondo Fine Carriera del bimestre gennaio-febbraio: non più il 16 aprile, arriva il differimento al 30 giugno con possibilità di rateizzare in cinque step da giugno. Quanto agli stipendi dei primi sessanta giorni del 2020, sono stati regolarmente pagati entro la scadenza del 16 marzo. Domani è previsto un tavolo Uefa in videoconferenza con federazioni, leghe e rappresentanti di calciatori e allenatori. Saranno esaminate le possibilità di ripartenza in estate – con annessa necessità di allungare in deroga contratti e prestiti in scadenza a giugno – nonché l’ipotesi di allungamento della finestra di calciomercato per il 2020/21. Se i campionati terminassero ad agosto, la stagione prossima slitterebbe. Ingolosisce un’unica maxi sessione a settembre-dicembre 2020, eliminando il mercato di gennaio.

Autore dell'articolo: Eugenio Marotta

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