CANCRO INFANTILE, DA SALERNO SPERANZA E SOLLECITAZIONI ALLA RICERCA –

Speranza perché dal cancro si può guarire, ma anche sollecitazioni affinchè la ricerca sperimenti cure a misura di bambino. Sono le due principali sollecitazioni partite questa mattina da Salerno che, presso l’Aula Scozia dell’A.O.U. Ruggi di Salerno, ha ospitato la giornata mondiale della lotta contro il cancro infantile, organizzata , tra gli altri dalla Fiagop, la federazione italiana delle associazioni di genitori di bambini ed adolescenti che hanno contratto tumori o leucemie. Dal cancro si può guarire, ma occorre fare di più per aumentare le percentuali di guarigione, che pure hanno raggiunto risultati straordinari

rispetto a qualche decennio fa, giungendo a oltre l’80% dei casi. Da un altro lato non si puó non pensare a chi vive nella parte “sbagliata” del pianeta, dove l’accesso alle cure è tutt’altro che garantito e dove le percentuali sono esattamente invertite. In quei paesi, solo il 20% guarisce. “Se il cancro non ha confini, non dovrebbero averli neanche le cure” – ha dichiara Angelo Ricci, presidente FIAGOP che ha aperto i lavori del convegno che andranno avanti per tutta la giornata. Tra gli interventi anche quella di Luisa Fagioli, presidente della Federazione Oncologia Pediatrica, determinata a sollecitare la ricerca sui farmaci per le cure pediatriche. Alle 17 è previsto l’intervento del presidente della Regione Campania. Alfredo si è ammalato di leucemia da bambino ma è guarito ed oggi con altri “colleghi” ha fondato un’associazione che chiede di poter essere nei reparti, parlare ai genitori, dare loro coraggio e soprattutto essere la testimonianza concreta che il cancro può essere sconfitto. La sua è una delle testimonianze portare all’attenzione pubblica nell’ambito della giornata mondiale contro il cancro infantile, ospitata oggi a Salerno. Alla prima sessione di lavori ha partecipato il sindaco di Salerno.
“Il nostro ospedale ha delle eccellenze, tra queste l’oncologia pediatrica e i suoi medici altamente professionali. Con OPEN abbiamo fatto delle cose importanti, tra cui aule, stanze ed ambienti per questi piccoli degenti colorate, perché la malattia possa essere addolcita da immagini gioiose. Un tentativo per alleviare le sofferenze di tutti perché quando si ammala un bambino si ammala tutta la famiglia. Questa struttura è “solo” fisicamente complicata ma abbiamo investito cifre cospicue del nostro bilancio per una nuova e più congrua sede, che non arriverà nell’immediato ma arriverà”.

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro

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