Nella serata di ieri, 2 ottobre, personale della Digos di Salerno e della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione ha tratto in arresto per detenzione di materiale contenente istruzioni sulla preparazione o sull’uso di congegni bellici micidiali con finalità di terrorismo, nonché per detenzione di armi clandestine un ventunenne italiano, studente universitario, già gravato da precedenti di polizia per truffa e porto d’armi illegale.
L’arresto in fragranza dei reati sopra indicati si rendeva necessario sulla base degli esiti della perquisizione disposta con decreto di questa Procura in pari data ed eseguita dai citati organi di polizia specializzata.
Il soggetto era stato già segnalato dall’AISE quale internauta dedito alla ricerca di manualistica relativa all’addestramento, alle armi e alla preparazione di esplosivi, nonché di pubblicazioni riconducibili allo Stato Islamico, avendo anche manifestato l’intenzione di compiere progetti di azioni violente.
I successivi approfondimenti, che hanno confermato e valorizzato il quadro informativo, sono quindi sfociati nell’esecuzione di un decreto di perquisizione personale, locale e informatica, ove erano state contestate, allo stato, le condotte di procacciamento e detenzione di materiale informatico costituito da documenti (guide e manuali) contenenti istruzioni sulla fabbricazione o sull’uso di ordigni esplosivi improvvisati e miscele esplosive artigianali, con finalità di terrorismo.
In esito a tale attività è stato rinvenuto numeroso materiale di interesse di investigativo; in particolare, sul device sono stati rilevati manuali contenenti istruzioni per la costruzione di ordigni nonché attestanti la sua piena adesione all’ideologia del radicalismo islamico.
Inoltre, sono stati rinvenuti due coltelli, un machete di circa 50 cm., sono state sequestrate due pistole (una Colt e un Revolver), che da una prima disamina, sebbene a salve, risultano modificate con ciclo funzionale attivo, e 107 munizioni a salve (si allega fotografia con il materiale sequestrato).
Al termine degli adempimenti di rito, il soggetto veniva arrestato in flagranza di reato e tradotto presso il carcere di Fuorni.
Il provvedimento cautelare è stato emesso sulla base degli elementi probatori acquisiti nella fase delle indagini preliminari e fino all’eventuale giudizio definitivo, vige la presunzione di innocenza anche nei confronti del soggetto arrestato.
L’arresto in flagranza di reato sará sottoposto alla convalida del GIP e le accuse, così come formulate, saranno valutate anche nelle successive fasi di giudizio dai competenti giudici della cautela ed eventualmente del merito.

