CONSIGLIO COMUNALE: IL GIORNO DOPO E’ CACCIA AI FRANCHI TIRATORI

Il giorno dopo è già tempo di primi bilanci e di primi veleni. Il consiglio comunale riunitosi ieri a Palazzo di Città s’è tramutato in una sorta di resa dei conti che ha avuto il suo apice all’atto dell’elezione del nuovo presidente del Consiglio. Per eleggere al primo scrutinio il successore di Antonio D’Alessio, uno degli scontenti della maggioranza per non aver visto premiato il suo risultato elettorale così come Paki Memoli (la più votata tra le donne a cui non è stato assegnato alcun assessorato contrariamente alle sue aspettative), sarebbero stati necessari 21 voti ed Alessandro Ferrara ne ha ottenuto giusto uno in più, 22, alla prima tornata, risultando sì eletto ma non con i numeri che ci si aspettava. Mancano all’appello alcuni voti. Quattro, almeno. Pensare a qualche mal di pancia è lecito ed anche piuttosto facile. La composizione della giunta decisa dal Sindaco Napoli ha lasciato non pochi scontenti e qualcuno ha voluto ribadire il suo malcontento in occasione dell’appuntamento di ieri, il primo ed in quanto tale, almeno dal punto di vista simbolico e strategico, dotato di una sua specifica pregnanza. 22 voti per eleggere Ferrara nuovo presidente del Consiglio Comunale, 24 per il suo vice, Zitarosa, sul cui nome si è trovata una convergenza più larga. Un vice eletto con più voti del presidente è, a suo modo, un’anomalia. Il dato che emerge dal primo consiglio comunale è questo: all’interno di una maggioranza che può vantare numeri che la mettono a riparo da sorprese ci sono comunque dei casi di disagio, insofferenza e malcontento. Toccherà al Sindaco Napoli curarle, ritrovando il giusto feeling anche con i franchi tiratori che hanno mandato un segnale forte e chiaro ieri.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto