“Da piccolo sognavo di fare lo sbirro, Salerno mi ha insegnato molto”. Quattro anni alla guida della Questura di Salerno e un ultimo messaggio rivolto alla città prima del trasferimento a Roma. Il questore Giancarlo Conticchio ha salutato istituzioni, forze dell’ordine e cittadini, tracciando il bilancio del lavoro svolto dal suo insediamento, il 1° giugno 2022. «Ringrazio tutta la provincia e i cittadini salernitani – ha detto – perché hanno acquisito un forte senso di partecipazione attiva alla sicurezza». Un concetto ribadito più volte nel suo intervento: «La sicurezza è partecipata e il ruolo del cittadino è essenziale». Conticchio ha indicato nell’ascolto uno dei principi che hanno guidato il suo mandato. «Un uomo delle istituzioni deve saper ascoltare i cittadini. Se non ascolta le loro esigenze, fallisce la propria missione». Da qui anche l’invito a non restare indifferenti davanti ai problemi: «Bisogna abbattere la cultura del “far finta di non vedere”. Ognuno può dare un contributo alla sicurezza della comunità». Nel suo saluto il questore ha ringraziato il prefetto per «la perfetta intesa istituzionale», il sindaco di Salerno, l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza per il lavoro di squadra svolto in questi anni. Un passaggio è stato dedicato anche ai giovani e alle famiglie. «Ci siamo battuti molto sul fronte della movida per garantire tranquillità. Ai ragazzi dico di divertirsi nel rispetto delle regole. Ai genitori, invece, rivolgo un appello: tornate a controllare i vostri figli, dialogate con loro e intervenite ai primi segnali di disagio». Con emozione, Conticchio ha ricordato anche il percorso personale che lo ha portato a indossare la divisa. «Da piccolo sognavo di fare lo sbirro. Quel sogno l’ho realizzato con sacrificio e impegno». E ha rivendicato il volto umano della Polizia: «La polizia cattiva non esiste. Sotto ogni uniforme c’è un cuore». Il bilancio finale è positivo. «Sono stati quattro anni intensi e ricchi di soddisfazioni. Porto con me il sorriso delle persone che siamo riusciti ad aiutare e delle vittime di violenza che hanno ritrovato fiducia. Salerno mi ha insegnato molto e resterà sempre una tappa importante del mio percorso».

