“Nel secondo tempo siamo stati da subito un’altra squadra. Mi aspettavo che giocassimo novanta minuti, non quarantacinque. Nel primo tempo siamo stati al di sotto delle attese, non mie ma della squadra stessa. Durante la settimana ci eravamo imposti di toglierci di dosso questo mal di trasferta, questa interpretazione delle partite fuori casa completamente diversa da quella avuta in casa. Dovevamo essere più pronti da subito”. Queste le parole del tecnico granata Serse Cosmi intervenuto in conferenza stampa al termine di Casarano-Salernitana.
“Nella prima frazione di gioco siamo stati una squadra lenta, prevedibile, con tanti, troppi errori tecnici. Per me i gesti tecnici sono quelli che contano, quelli che permettono tutto il resto. Nel primo tempo abbiamo fatto pochissimo e ci siamo esposti anche al contropiede. Nella ripresa abbiamo cambiato ritmo, verticalizzato di più, vinto più contrasti e sbagliato meno. Abbiamo anche creato quello che normalmente creano le squadre quando vincono fuori casa, cioè quattro palle gol. Non faccio parte della categoria degli allenatori che dice che meritavamo di vincere perché abbiamo creato occasioni: tu meriti di vincere se fai gol”.
“Se dicessi che abbiamo buttato via un tempo sarei offensivo nei confronti del Casarano. Agli avversari do sempre molta attenzione. Usciamo da questa sfida non euforici, ma neanche depressi. Sappiamo che bisogna migliorare e, quando lo dico, parlo per me stesso: non do mai la responsabilità agli altri. Non credo che questa squadra sia molto distante da quello che vorrei. Il problema è che lo fa in maniera alternata, non con regolarità. Vorrei che fosse più continua, più attenta, più rabbiosa e più convinta delle proprie possibilità”.
Il mister ha quindi concluso: “Il nostro obiettivo è sempre quello di raggiungere il massimo possibile. Abbiamo costruito la squadra in leggero ritardo, però adesso non ci sono più, tra virgolette, colpe o scuse. Questo è un gruppo che può fare di più. Non a caso ha vinto con Bari e Potenza quando erano capoliste. Non dobbiamo precluderci obiettivi importanti perché gli altri adesso vincono. Noi sappiamo che possiamo fare di più”.

