DIVIETI E TRANSENNE SULLA SPIAGGI DI UNIVERSO BEACH, MA I BAGNANTI RESTANO –

Ordinanza o no, c’è chi non intende rinunciare alla spiaggia. Anche questa mattina, seppur in numero ridotto, non mancavano ombrelloni, sedie e bagnanti sulla spiaggia libera del lungomare Marconi, tra Torrione e Pastena, conosciuta da molti come “Universo Beach”.Eppure il tratto di arenile è interessato da un divieto di accesso disposto dal sindaco di Salerno, Vincenzo de Luca, in seguito agli esiti delle analisi dell’Arpac, che hanno rilevato un’elevata contaminazione fecale della sabbia, con il conseguente rischio per la salute pubblica.

Con un’apposita ordinanza, il primo cittadino da ieri ha vietato l’accesso all’intero tratto di spiaggia compreso tra via Mantegna e via del Mercato. Nonostante ciò, diversi cittadini stamattina non si sono scoraggiati trovando percorsi alternativi per raggiungere l’arenile, scegliendo di non rinunciare a uno dei pochi tratti di spiaggia libera presenti in città. Il tratto di spiaggia interessato da lavori di ripasciemento del lungoamre resterà off limits per i prossimi 60 giorni, proprio a causa dell’elevata contaminazione fecale riscontrata nei campioni di sabbia analizzati dall’Arpac.

Già nel pomeriggio di ieri sono state ripristinate le transenne e chiusi i varchi di accesso. Questa mattina, nonostante l’ordinanza ben visibile e il completamento della recinzione avvenuto alle prime luci dell’alba, alcune persone sono riuscite comunque a raggiungere la battigia. Per i trasgressori il rischio è quello di incorrere in sanzioni amministrative comprese tra 25 e 500 euro, oltre alle eventuali conseguenze penali previste dalla normativa vigente per l’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Questa mattina, tuttavia, quando abbiamo effettuato le riprese per documentare se l’ordinanza venisse rispettata,  sul posto non erano presenti agenti della Polizia Municipale che sono invece  sopraggiunti piu’ tardi invitando tutti i presenti ad abbandonare la spiaggia nel rispetto delle disposizioni dell’ordinanza.

Autore dell'articolo: Barbara Albero