DONNARUMMA: NIENTE GOL MA CHE IMPATTO SULLA PARTITA!

Dalla panchina al campo, stavolta senza segnare ma aiutando la Salernitana a ribaltare il risultato: è stata tutta colpa di Alfredo, come dice la canzone, se il Latina non è uscito indenne dall’Arechi. Lo sa bene Vincenzo Vivarini, trainer dei pontini e mentore di Donnarumma ai tempi del Teramo quando il bomber di Torre Annunziata segnava a raffica in tandem con Lapadula, gemello dal destino diverso visto che ora è al Milan. Rossonero il colore indossato dall’ex attaccante del Pescara, chissà che non sia anche quello che prossimamente sfoggerà Donnarumma, sempre nei radar del Foggia, ormai prossimo alla promozione in B. Il futuro, però, è adesso. Almeno stando alle dichiarazioni post partita di Donnarumma, più cauto rispetto al suo agente che, un mese fa, annunciò la separazione inevitabile a fine stagione tra il calciatore ed il club granata con cui il dialogo per il rinnovo del contratto si sarebbe nuovamente arenato. Ieri Donnarumma è stato decisivo. Non appena si è alzato dalla panchina per cominciare il riscaldamento, l’Arechi ha applaudito ed il suo ingresso in campo è stato il grimaldello per aprire la scatola difensiva ospite perchè ha consentito alla Salernitana di guadagnare metri ed anche un calciatore. Sì, perchè l’ingresso di Donnarumma ha ringalluzzito Coda, fino ad allora generoso ma troppo solo là davanti. Che i due si cerchino e si trovino quasi a memoria non è un mistero. Che non giochino spesso insieme resta, invece, il cruccio dei tifosi. Bollini ha già in passato cercato la maniera per farli coesistere senza snaturare troppo il suo sistema di gioco, ma è chiaro che la presenza anche di altri elementi offensivi, Rosina e Sprocati ad esempio, richiede la salvaguardia di certi equilibri tattici. Ieri, però, l’impatto di Donnarumma sulla partita è stato decisivo e nel finale di stagione l’ex Teramo potrebbe essere una risorsa ancor più importante, specie se dovesse ritrovare la via del gol. Tutto starà a dargli più spazio e fiducia. Quello che faceva Vivarini ai tempi del Teramo, quando aveva cucito addosso ai suoi attaccanti un sistema di gioco in grado di esaltarli.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto

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