DORO, LO SCHELETRO INDUSTRIALE HA VINCOLI DELLA SOPRINTENDENZA: STOP ALLE RUSPE

Quattordici pagine di prescrizioni che rischiano di bloccare definitivamente il progetto di riqualificazione dell’ex Fabbrica Doro nel quartiere Fuorni a Salerno. A firmarle è stata la Soprintendenza di Salerno, che ha imposto una serie di vincoli e condizioni tali da mettere in discussione l’intervento previsto dall’amministrazione comunale. Quella che dall’esterno appare come lo scheletro di un vecchio edificio industriale, da anni in stato di abbandono e trasformato nel tempo in rifugio di senzatetto e deposito di rifiuti, viene considerata dalla Soprintendenza un bene da tutelare. Una valutazione che di fatto ferma il piano del Comune di Salerno, intenzionato a procedere con la demolizione della struttura per avviare un progetto di riqualificazione dell’area. L’intervento immaginato dall’amministrazione prevedeva la realizzazione di parcheggi e di spazi a servizio della vicina zona industriale, oltre alla definitiva eliminazione di un manufatto ritenuto da molti residenti simbolo del degrado del quartiere. Di fronte alle numerose prescrizioni imposte dall’ente di tutela, molte delle quali giudicate particolarmente complesse da soddisfare, per Palazzo di Città resterebbe ora una sola strada per andare avanti: dimostrare che l’immobile rappresenta un concreto pericolo per la sicurezza e l’incolumità pubblica. Solo in questo modo il Comune potrebbe tentare di superare gli ostacoli posti dalla Soprintendenza e procedere almeno con l’abbattimento della struttura. Una prospettiva attesa da anni dai cittadini del quartiere Fuorni, ai quali era stata promessa la rimozione dello storico scheletro industriale.

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro