E’ ALLARME STUPRI: LA DENUNCIA DEL C.I.F.

Il C.I.F (Centro Italiano Femminile) Provinciale di Salerno, uno dei più antichi d’Italia per nascita, a seguito dei recenti fatti di cronaca, con gli stupri operati da giovani nell’Agro nocerino sarnese prima e nel Cilento poi, stigmatizza non solo gli episodi di violenza compiuti ma anche le successive violenze “verbali” che hanno fatto seguito agli incresciosi episodi. Queste ultime, infatti, sono l’espressione di una decadenza morale che pone ancora di più l’accento sull’urgenza educativa. Nel prendere atto delle dichiarazioni e dei commenti fatti ad opera di altri giovani e non solo, sul social network Facebook,  il Cif evidenzia che il problema violenza sulle donne è un problema sociale, che riguarda l’educazione e la formazione delle giovani generazioni. Al dolore di chi la violenza l’ha subita, si aggiunge, ancora una volta,  una violenza subdola, meschina, codarda e preoccupante, da parte di coloro che giustificano detti comportamenti. A tale proposito, le donne del Cif impegnate, sia a livello salernitano che nazionale, da più di settant’anni , convinte che nella formazione della persona è fondamentale l’educazione alla lotta di ogni tipo di discriminazione e la promozione a ogni livello del rispetto della persona e delle differenze senza alcuna distinzione,  hanno colto favorevolmente  le dichiarazioni del Ministro Boschi che ha annunciato l’istituzione di una task force ed uno stanziamento di 12 milioni di euro per attuare un piano antiviolenza, rendendo così operativo il percorso virtuoso previsto dalla legge 119 del 2015 varata dal governo Letta. La struttura avrà una cabina di regia interministeriale ed un osservatorio. La rotta da seguire non è quella di inasprire le punizioni – in quanto le sanzioni ci sono già – ma quella che mira alla prevenzione dei comportamenti devianti attraverso la promozione di modelli socio-educativi. Come ha sottolineato il Ministro, “quando si arriva a punire qualcuno per  stalking e femminicidio” e aggiungiamo per stupro “è già troppo tardi”. Conclusione: per sconfiggere la violenza sulla donne bisogna iniziare dalla famiglia. Finalmente si comincia a prendere atto dell’importanza della formazione e in primis di quella che avviene nell’ambito familiare. Con questa convinzione il Cif provinciale di Salerno e quelli comunali di Salerno, Nocera Inferiore, Eboli, Battipaglia, Minori, Baronissi,   sono impegnati da anni sotto più versanti: corsi di educazione nelle scuole, corsi di educazione alla genitorialità ecc. Il Centro Ascolto Donna collegato al 1522 numero verde antiviolenza nazionale, che opera presso la Caritas Diocesana di Salerno in via Bastioni 4, con personale volontario altamente qualificato e formato, offre un supporto ed un aiuto innanzitutto alle vittime della violenza, ma, nel contempo  è attento ad analizzare le dinamiche familiari all’interno delle quali essa viene agita.

Nella convinzione che per combattere ed arginare il fenomeno  bisogna indirizzare l’attenzione anche verso l’autore della violenza attraverso un programma di prevenzione e di trattamento comportamentale delle manifestazioni violente,  collabora attivamente con l’Associazione “A Voce Alta Salerno” che mette a disposizione le proprie competenze per contribuire  a cambiare la mentalità che sostiene la violenza e i modelli che ispirano la relazione tra i sessi.  Solo in questo modo, e lavorando su più fronti, sarà possibile eliminare quella che è diventata una vera e propria piaga sociale e rappresenta una gravissima violazione dei diritti umani e della persona. 

Autore dell'articolo: Marcello Festa

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