FONDERIA PISANO: “IMPEDIRE LA SPECULAZIONE”

Un nuovo presidio del Comitato Salute e Vita dinanzi a Palazzo di Città a Salerno organizzato per la mattinata di venerdì 7 settembre per denunciare il comportamento omissivo e complice del Comune di Salerno, per richiedere chiarimenti in merito alla totale assenza d’iniziative poste in essere dall’amministrazione comunale a tutela della salute pubblica sulla questione Fonderie Pisano. E’ quanto hanno deciso i rappresentanti dell’associazione alla luce della recente relazione ARPAC, che vede nuovamente i Pisano non applicare le migliori tecnologie per la salvaguardia della salute di cittadini e lavoratori, nonché dell’ambiente, e dell’imminente seconda seduta della Conferenza dei Servizi, convocata per discutere sul rilascio/ rinnovo dell’AIA alle fonderie,
nonostante vi siano ormai tutti gli elementi per emettere ordinanza di chiusura dell’opificio di Fratte, scrive in una nota Lorenzo Forte del Comitato Salute e Vita, il Comune di Salerno continua nella sua condotta ambigua ed attendista, ignorando qualsiasi principio di precauzione.
L’ultima relazione dell’ARPAC contiene ancora una volta tutte le informazioni necessarie per l’emissione di un provvedimento di sospensione delle attività, tuttavia il Sindaco di Salerno, responsabile della salute pubblica del Comune su cui insistono le Fonderie, non interviene in alcun modo né con dichiarazioni pubbliche, né tantomeno con azioni concrete.

A fare eco alla vicenda sempre piu’ tortuosa sono anche i rappresentanti del partito Potere al Popolo di Buccino e di Salerno secondo i quali nonostante le dichiarazioni del Sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, sulla necessità che le Pisano lascino Fratte si intravedono interessi economico-finanziari di natura prettamente immobiliare che vanno ben oltre la volontà di risanare il territorio.
Il motto tutto italiano – fatta la legge, trovato l’inganno – trova nell’affaire Pisano la sua più plastica applicazione.

ARPAC e Procura hanno infatti certificato che i gestori dell’impianto (vecchio di 60 anni) non hanno adempiuto alle prescrizioni previste dall’AIA (Autorizzazione di Impatto Ambientale) e che la stessa è stata rilasciata esibendo falsa documentazione che l’azienda “avrebbe consapevolmente e volontariamente omesso di rilevare .
“IL COMUNE NON C’ENTRA GRANCHÉ” sostiene il primo cittadino di Salerno, dimenticando che il Sindaco, in tutti i Comuni italiani è il responsabile sanitario del territorio e può agire “in precauzione” a qualsiasi livello ed in qualsiasi momento.
Intanto, un altro Sindaco dello stesso colore politico, di Buccino, usa le sue prerogative come non fa il Sindaco di Salerno per evitare l’insediamento di un impianto che sulla carta sarebbe nuovo ed innovativo.

Autore dell'articolo: Barbara Albero

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