GIANPAOLO LAMBIASE: “SI FACCIA LUCE SU RAPPORTI TRA IREN E SALERNO ENERGIA”

Venerdì scorso si è riunita la Commissione Consiliare Bilancio alla presenza dell’Amministratore, del Presidente e del Direttore di SEV IREN. Dispiace siano state usate, dai rappresentanti dell’Azienda in risposta alle domande di qualche consigliere, espressioni poco adatte a un confronto “civile”. Mi hanno insegnato che chi alza il tono del dibattito di solito ha torto, ancor più forte diventa la mia convinzione che la cosiddetta fusione tra Salerno Energia Vendite e IREN sia stata un grave errore; un’operazione finanziaria azzardata e caratterizzata da un profilo di valutazione discrezionale.
La maggioranza consiliare a novembre 2016 deliberò che IREN Mercato, società quotata in borsa, doveva diventare socio di maggioranza di Salerno Energia Vendite (storica società partecipata dal Comune di Salerno). La “fusione” avvenne senza uno straccio di evidenza pubblica. IREN era ed è particolarmente interessata ad operazioni di cessione ed acquisto di partecipazioni in società attive nella vendita di gas naturale ed energia elettrica. Proprio per questo, l’approccio dell’Amministrazione Comunale all’operazione di cessione di quote proprietarie di Salerno Energia Vendite sarebbe dovuto essere segnata da maggiore prudenza. Per il progetto di fusione non fu prevista alcuna ricerca imparziale di possibili concorrenti. I leader nazionali tra cui Italgas S.p.A. ed Enel Rete Gas S.p.A., che già operavano in Campania, con ogni probabilità avrebbero fatto offerte migliori. Addirittura è incredibile che la fusione avvenne senza un ritorno economico immediato, senza una valutazione anche di massima degli utili derivanti al Comune dalla partecipazione. Quando nel 2013 IREN mise in vendita la sua partecipazione maggioritaria di GEA (Grosseto Energia Ambiente S.p.A.), richiese al gruppo Estra, interessato all’acquisto, ben 19 milioni di euro. La cessione a IREN della maggioranza di Salerno Energia Vendite fu, di fatto, una sorta di regalo donato con generosità senza ricevere un euro in cambio, fidandosi della promessa, tutta da verificare, di un potenziale aumento di clientela. Il Comune inoltre ha assegnato a Salerno Energia Vendite una posizione di totale subalternità nei confronti di IREN, limitandola alla mera funzione di ramo territoriale di quell’impresa.
Ciò è tanto vero in quanto la SEV Iren è inserita nell’accordo con IREN per la gestione accentrata della Tesoreria, per cui tutte le disponibilità Cassa/Banca sono ricondotte alla stessa IREN.
Dalla nuova gestione di azienda nel 2017 il Comune e per esso Salerno Energia Holding ha avuto una riduzione degli utili, quantizzabile in 500.000 euro.
Né l’esercizio 2018 della SEV Iren è soddisfacente!
Il Valore di Produzione aumenta in minima parte per incremento di clienti (gli stessi che passano da contratto tutelato al libero mercato?) e cresce sostanzialmente per l’aumento del prezzo del gas (che tra l’altro si è venduto in meno rispetto al 2017) e per “ricavi non caratteristici” (vecchi errori di fatturazione degli anni 2010-2011). Si tratta di circa quattro milioni, riconosciuti dall’Agenzia di Regolazione del Gas ma non ancora riscossi, perché la SNAM, che dovrebbe versare la somma, pare ne contesti la regolarità.
Credo sia necessario approfondire la “vicenda”, nell’interesse del nostro Ente. Si facciano carico l’Assessore al Bilancio e i Revisori dei Conti del Comune di analizzare ogni aspetto utile a definire e quantizzare i vantaggi certi, che derivano e deriveranno dalla gestione di questo particolare “accordo societario”. Si sciolga ogni dubbio sulla necessità di tenere in piedi la “fusione” tra Salerno Energia Vendite e IREN spa!
Salerno, 18 novembre 2019

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro