GIOCO ONLINE, CASTEL SAN GIORGIO RESTA UN CASO NAZIONALE: I NUMERI DEL SALERNITANO

Nel 2024 Castel San Giorgio ha giocato online più di ogni altro comune italiano. Ogni residente adulto ha speso in media 18.045 euro sulle piattaforme di gioco a distanza, circa 1.504 euro al mese, con un aumento del 52 per cento rispetto all’anno precedente. È un valore otto volte superiore alla media nazionale, ferma a 2.162 euro. Il primato del centro salernitano, già emerso nei dati diffusi nei mesi scorsi, non descrive un caso isolato: racconta come il gioco si sia spostato dalle sale fisiche allo schermo di casa.

 

Dal territorio, un fenomeno nazionale

Il numero di Castel San Giorgio colpisce perché non nasce dal nulla. Nel 2023 la spesa pro capite online era di 11.882 euro, già alta, e in dodici mesi è cresciuta di oltre la metà. Lo stesso quadro vale per il resto del Paese: secondo il Libro Nero dell’Azzardo, curato da CGIL, Federconsumatori e Fondazione Isscon sui dati dell’Agenzia delle Entrate e dei Monopoli, l’Italia è prima in Europa per somme perse al gioco, con oltre venti miliardi di euro nel solo comparto online.

Gli analisti di Federconsumatori hanno notato che le concentrazioni più anomale non riguardano le grandi città, ma proprio i piccoli comuni, dove poche migliaia di residenti generano volumi di gioco sproporzionati rispetto alla popolazione. Il fenomeno, però, non è statico. L’edizione più recente del report segnala per il 2025 una prima frenata proprio a Castel San Giorgio, con oltre 110 milioni di euro giocati in meno rispetto all’anno record. Il comune resta comunque nelle posizioni alte della classifica, segno che la spesa online ha radici profonde nel territorio.

 

Cosa distingue il mercato legale

In Italia il gioco a distanza è regolato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che rilascia le concessioni agli operatori. Chi opera legalmente deve rispettare obblighi precisi: pubblicare la percentuale teorica di restituzione al giocatore (il cosiddetto RTP), garantire tempi di prelievo definiti, proteggere i dati personali e mettere a disposizione strumenti di controllo come i limiti di deposito e l’autoesclusione tramite il registro unico (RUA). Sono requisiti che separano gli operatori autorizzati dalle piattaforme prive di concessione, spesso con sede all’estero e senza le stesse tutele.

 

I parametri con cui si confrontano gli operatori

Nel mercato regolato la differenza tra un sito e l’altro non sta negli slogan, ma in dati misurabili. È qui che chi gioca in modo informato guarda ai numeri. Le classifiche che confrontano i migliori casinò online con licenza ADM riportano payout dichiarati tra il 94,91% e il 96,29%, accanto a criteri come la sicurezza dei dati e la trasparenza dell’RTP. Da lì emergono le differenze concrete: alcuni operatori puntano sull’ampiezza del catalogo, con librerie che superano le settemila slot, altri sulla rapidità dei prelievi o sull’assistenza in lingua italiana.

Sono elementi tecnici, non promesse. Letti accanto ai numeri di Castel San Giorgio, aiutano a capire perché il gioco online resti un tema di attenzione anche in provincia di Salerno, dove la spesa delle famiglie continua a pesare più che altrove.

Autore dell'articolo: Redazione