GLI ERRORI DA EVITARE QUANDO SI DECIDE DI DIVENTARE INFLUENCER

L’influencer marketing sta diventando sempre più decisivo per le aziende che vogliono essere presenti in maniera efficace sul web. Considerati i cantastorie del terzo millennio, gli influencer sono professionisti che, da diversi anni a questa parte, si stanno imponendo sul mercato con un profilo definito.

Quali consigli bisogna seguire quando si decide di prendere questa strada? Come in tutte le situazioni, esistono alcuni errori di cui è meglio essere consapevoli da subito e che è il caso di non commettere. Quali sono? Nelle prossime righe, ne abbiamo selezionati alcuni.

Comprare follower

Comprare follower è sbagliatissimo, a prescindere che si voglia diventare influencer o che, semplicemente, si decida di aprire la pagina della propria attività. Non solo così facendo si spendono soldi per profili non targetizzati, ma si viene anche penalizzati dagli algoritmi dei social. Se si pensa di scamparla, è il caso di cambiare idea. Oggi come oggi, le agenzie che si occupano di scegliere gli influencer giusti per una determinata azienda hanno dei tool – anche molto basici – grazie ai quali è possibile capire, monitorando la velocità di crescita dei follower, se un profilo ha o no comprato.

Pensare che i follower (acquisiti senza comprare nulla) siano tutto

C’è chi pensa di diventare influencer comprando follower e chi, invece, li acquisisce in maniera onesta, costruendo, con anni e anni di impegno, una community fidelizzata. Bene, in questi frangenti non bisogna pensare che il numero delle persone che seguono il profilo siano un lasciapassare per il successo. Le aziende che si occupano di influencer marketing guardano infatti a numerose altre metriche. Tra queste, è possibile citare la reach organica dei post, il numero dei commenti, l’engagement delle stories. In poche parole: l’influencer marketing è un mondo fatto di tanti tasselli, in cui il numero di follower è solo uno dei tanti aspetti da prendere in considerazione.

Pensare di guadagnare cifre da capogiro da un giorno all’altro

Tra i motivi che spingono molti giovani a decidere di diventare influencer, rientra indubbiamente la vita agiata che molte persone che fanno tale professione conducono. Quando si passano in rassegna profili in cui fioccano foto di vacanze da sogno o di outfit costosissimi, bisogna ragionare pensando a diversi aspetti. Innanzitutto, è bene considerare il fatto che, come sopra citato, una community solida si costruisce in anni e con un profonda conoscenza dei meccanismi di social come Instagram (per impratichirsi in merito, si possono valutare percorsi come quelli messi a disposizione da formazionecorsi.com).

In secondo luogo, è sempre cruciale ricordare che le collaborazioni non comprendono solo i pagamenti in denaro. Esistono infatti numerose realtà ricettive che offrono agli influencer un soggiorno con l’accordo relativo alla pubblicazione di diversi post.

Non informarsi sui prodotti che si sponsorizzano

Un errore da evitare categoricamente quando si decide di provare a fare gli influencer riguarda il fatto di non informarsi in merito ai prodotti che si sponsorizzano. Negli ultimi anni, sono assurti agli onori della cronaca casi di influencer che, tramite i loro profili social, hanno pubblicizzato brand con prodotti mai spediti o lapalissianamente non conformi alla qualità decantata nei contenuti sponsorizzati. Bene, un fail di questo tipo, può stroncare una carriera da influencer sul nascere.

Non valutare con attenzione la nicchia

Avere successo come influencer implica il fatto di saper trovare la nicchia giusta. Ciò significa studiare a fondo prima di lanciare il proprio progetto. Un esempio? A meno di non avere ‘in canna’ dei contenuti forti e innovativi, la nicchia delle mamme blogger ‘classiche’ è un po’ satura. Certo, nessuno vieta di provare, ma se lo si fa è bene prepararsi anche a un eventuale insuccesso.

Non segnalare le sponsorizzazioni

Non inserire nei post l’hashtag #adv o la dicitura “Partnership pubblicizzata” in caso di collaborazioni pagate non è una semplice leggerezza: è un vero e proprio reato. Da diversi anni a questa parte – e per fortuna – il legislatore è molto più attento ai contenuti veicolati attraverso i profili degli influencer social e ha stabilito specifiche linee guida che è necessario seguire.

Autore dell'articolo: Redazione

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