GORI ED ENTE IDRICO CAMPANO. ATTIVATO IL SERBATOIO DI MONTE TACCARO AD ANGRI –

Due chilometri di vecchie condotte sostituite con una nuova rete di distribuzione,  tubazioni nuove e performanti con una riduzione delle perdite del 48%; 8 milioni e 800 mila litri di acqua al giorno recuperata grazie ad interventi di digitalizzazione che consentono di monitorare costantemente i flussi idrici; nuovi distretti idrici comunali che passano da 3 a 16 in grado di ridurre l’impatto sull’utenza in caso di manutenzione o guasti; 9 nuovi organi di regolazione installati per consentire, a monte e a valle,  il definitivo superamento delle criticità legate alle carenze di acqua e di pressione.

Sono questi, alcuni degli obiettivi raggiunti da Gori ad Angri grazie al progetto Azioni Per l’Acqua: il maxi piano di interventi per la riduzione delle perdite e la tutela della risorsa idrica.

Questa mattina, presso il serbatoio di Monte Taccaro nel comune di Angri, il sopralluogo per visionare le infrastrutture rifunzionalizzate da Gori ed il taglio del nastro che di fatto attiva l’impianto  che consentirà una gestione ottimale anche in caso di picchi stagionali legati all’avvio delle lavorazioni conserviere e ad eventi meteorici eccezionali.  Per la presentazione dell’intervento presenti il Sindaco di Angri, Cosimo Ferraioli, il Presidente di Gori, Sabino De Blasi, l’Amministratore Delegato di Gori, Vittorio Cuciniello, il Coordinatore del Distretto Sarnese-Vesuviano dell’Ente Idrico Campano, Raffaele Coppola, e il Presidente dell’Ente Idrico Campano, Luca Mascolo.

L’occasione quella di oggi per approfondire anche i lavori alla rete fognaria. Gori, infatti, è impegnata sul territorio comunale anche con il programma Energie per il Sarno, finanziato dalla Regione Campania, che prevede la realizzazione di due importanti opere: il completamento della rete fognaria, che consentirà di eliminare gli scarichi in ambiente e portare a depurazione i reflui di 30.000 abitanti, e l’adeguamento del depuratore di Angri, per adattare l’impianto alle portate di refluo che dovrà trattare al termine delle attività per il disinquinamento del fiume Sarno.

 

 

 

Autore dell'articolo: Barbara Albero