I PAZIENTI TORNANO DAI MEDICI DI FAMIGLIA, MA CAMBIA IL RAPPORTO –

Con il progressivo avanzamento della fase 2 cambia giorno dopo giorno anche il comportamento dei pazienti ed il loro rapporto con i medici di base. Sono tornati i malati ordinari negli studi dei medici di famiglia con le malattie croniche di sempre diabete,

ipertensione, scompenso cardiaco, dolori articolari messi in sordina con la pandemia del Covid che per la paura del contagio ha allontanato un po’ tutti. La paura si è allentata e sono ricominciate le richieste di routine, sebbene il medico di famiglia può continuare fino al 31 luglio ad inviare direttamente in farmacia la ricetta per un suo paziente, così come può inviarla al paziente stesso; se prima il medico si contattava telefonicamente ora si preferisce il contatto diretto. Le visite in studio devono ovviamente essere concordate con il medico telefonicamente, perchè non bisogna fare attesa. E ciò rappresenta sicuramente un lato positivo mettendo in sordina gli affollamenti di ore degli studi medici.
Ma frattanto pandemia a parte il ritmo con cui i decreti legge stanno cambiando la medicina territoriale è elevato. Proprio da questo mese sarebbe dovuto partire anche il provvedimento del Ministero della Salute che disciplina come dotare i medici di medicina generale pediatri di apparecchiature diagnostiche di primo livello (ad esempio Ecg, spirometro, Holter pressorio, EcoFast) per ridurre il ricorso al pronto soccorso degli ospedali. Tutte prestazioni gratuite (e niente ticket) a disposizione dei pazienti che possono fare un primo screening delle condizioni di salute ed usufruire di nuovi servizi direttamente dal proprio medico di fiducia. Ma anche questa preziosa novità per il momento resta in standby.

Autore dell'articolo: Barbara Albero

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