ILVA SALERNO, LA VERTENZA DIMENTICATA

Tenere alta l’attenzione anche sull’Ilva di Salerno. A chiederlo è Luigi Vicinanza, sindacalista della Cisal provinciale. “Forse i media non ne parlano, ma anche lo stabilimento salernitano vive nella precarietà più assoluta. Mi tornano in mente le parole di Papa Francesco. Noi non vogliamo assistenzialismo, ma lavorare”. Ma Vicinanza non è preoccupato solamente per la questione lavorativa, ma anche per la vicenda legata alla salute delle maestranze. “Sono tutti esposti, inevitabilmente, a malattie professionali. Serve l’attenzione delle istituzioni da questo punto di vista, perché non ci si può soltanto fasciare la testa quando le cose diventeranno inevitabili”. Per Vicinanza dunque, nonostante il poco clamore mediatico, i lavoratori dell’Ilva di Salerno hanno bisogno di non essere lasciati soli. “Questo stabilimento resta un’eccellenza nel suo settore. Produce profilati di alta qualità. Ecco perché questi lavoratori non devono diventare carne da macello e morti annunciati. Lo Stato e tutte le istituzioni non possono far vivere nell’indifferenza queste persone. Come sindacalista non posso che schierarmi al fianco di queste famiglie che, oltre al rischio di perdere il proprio posto di lavoro, temono anche per la loro salute”.

Autore dell'articolo: Marcello Festa