LA CALCIATRICE ITALIANA PIU’ FAMOSA E STIMATA ALL’ESTERO

Si sa, il calcio è sempre stato additato come uno sport puramente maschile. Principalmente fatto di tifoserie, cori, testosterone o gente. Fino a pochi decenni fa era impensabile che una donna potesse giocare, o addirittura interessarsi a questa disciplina. Mai pensiero fu più sbagliato. Infatti il tempo e un radicale cambiamento di mentalità (più o meno), ha fatto in modo che il calcio femminile si sdoganasse, sia nel ruolo delle giocatrici, sia nell’arbitraggio. Ma ben prima che il mondo scoprisse il calcio femminile, c’è stata una giocatrice che ha sempre lottato per la sua più grande passione: Carolina Morace, un personaggio sportivo noto sulla pagina dell’almanacco dello sport italiano dedicata al calcio femminile.

Un cambiamento radicale

Adesso, nonostante esista ancora la misoginia, è più semplice per una donna riuscire ad avverare il desiderio di voler scendere in campo. Ma dobbiamo contestualizzare gli anni in cui la carriera di Carolina Morace ha avuto inizio. Era il 1978 quando per la prima volta Carolina esordisce in nazionale italiana contro la Jugoslavia. Nello stesso anno veniva emanata la legge contro l’aborto, il delitto d’onore esisteva ancora, e l’immagine che il mondo voleva della donna era quella della madre amorevole che doveva badare alla famiglia quando il marito era a lavoro. Per questo l’immagine che Carolina Morace diede in quegli anni fu importante per quelli a venire.

La carriera

Carolina Morace dopo il suo esordio in nazionale nel 1978, spunterà altre 153 presenze in maglia azzurra, segnando nel totale partite 105 reti, e sfiorando per ben due volte il titolo del campionato europeo (1993 e 1997). Dopo 19 anni in nazionale, nel 1998 decide di ritirarsi, collezionando in tutta la sua carriera 12 scudetti, 2 Coppe Italia e 1 Supercoppa Italiana. Come se questo non bastasse, è stata 12 volte capocannoniere della Serie A (11 volte consecutive). Grazie a questi splendidi risultati è considerata tuttora la giocatrice italiana più forte di tutti i tempi. Ma se la vita dentro il campo è ormai finita, la sua passione inossidabile per il calcio la porta poi al livello successivo.

Gli anni da allenatrice

Terminata ormai la sua carriera dentro il campo, decide di dedicarsi al ruolo di allenatrice. Inizia subito ad allenare il settore femminile della Lazio, per poi passare nell’estate del 1999 alla Viterbese. Questo evento per il calcio italiano è da ricordare, in quanto per la prima volta nella storia una squadra maschile in ambito professionistico viene guidata da una donna. Dal 2000 al 2005 allenerà la nazionale femminile italiana per poi decidere nel 2009 di andare all’estero per allenare la nazionale canadese, e con la stessa nel 2010 si aggiudica il titolo continentale. I grandi risultati e la ormai fama mondiale le consentono di aggiudicarsi un posto nella grande Hall Of Fame del calcio italiano (prima donna ad entrarci). Dopo un paio di anni nella panchina della nazionale trinidadiana, fa il suo ritorno in patria prendendo le redini del Milan femminile. L’esperienza termina nel 2019 con un terzo posto in Serie A. La stagione 2020/21 la vede allenare la femminile della Lazio in serie B, che porterà in vetta alla classifica facendole guadagnare la promozione. La corrente stagione tuttavia, visto l’impatto pesante con la serie A, dopo una serie di pesanti sconfitte, la costringono ad abbandonarne la guida. La storia di Carolina Morace, dentro e fuori dal campo, è stata di grande importanza e impatto per gli anni a venire, rendendola di fatto una vera e propria leggenda. Benché tuttora il mondo non favorisca il calcio femminile, la sua figura è di vitale importanza per chi, come lei, ama questo sport e desidera intraprendere una carriera.

Autore dell'articolo: Redazione