LOTITO NEL MIRINO: INTERCETTAZIONI AL VELENO

Calcioscommesse da una parte, diritti tv dall’altra. Il calcio italiano è nella bufera, come accade quasi sempre di questi tempi. Tra le tante intercettazioni agli atti dell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Catanzaro è spuntato anche il nome di Claudio Lotito. La telefonata incriminata è quella tra Vittorio Galigani, ex dirigente di Taranto e Potenza, segnalatosi nei mesi scorsi per una battaglia, peraltro persa, contro il ds granata, Angelo Fabiani, ed Ercole Di Nicola, ds dell’Aquila, che figura tra gli arrestati della prima ora. Nella telefonata, infatti, Galigani afferma che Lotito, insieme all’amministratore delegato del Milan, Galliani, abbia preso il Brescia, mentre l’ad rossonero viene identificato con Infront, la società che gestisce i diritti tv della serie A e della serie B. Non solo. Nella telefonata, Galigani e Di Nicola attribuiscono a Lotito il controllo, tramite Infront, di Lazio, Salernitana, Brescia e Bari. Il patron della Lazio viene descritto come colui il quale manovra Tavecchio, presidente della Figc, e Macalli, presidente della Lega Pro. Tutta da verificare, ovviamente, l’attendibilità delle affermazioni dei due protagonisti della telefonata in questione in cui si insiste sul tasto della riconducibilità a Lotito di alcune società calcistiche. La questione delle multiproprietà, insomma, potrebbe tornare d’attualità e non è un mistero che Figc e Leghe stanno da tempo studiando una soluzione per consentire a chi investe nel calcio di controllare più società. E sulla nuova bufera che ha interessato il mondo del calcio si registra anche la dura presa di posizione del Premier: “Ora basta con il fatto che personaggi di discutibile approccio governino il calcio a tutti i livelli. Faccio un appello alla Federazione, alla Lega, al Coni, restituiamo il calcio alle famiglie”, ha detto Renzi. Messaggio chiaro, rivolto a destinatari neanche tanto misteriosi. Si attendono, ora, nuovi sviluppi.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto

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