“LUCI D’ARTISTA”, DOMANI LA PRIMA DELLA BLANCHERE –

E’ una vigilia diversa dalle altre quella che precede l’accensione delle Luci di Salerno e c’entra poco la scaramanzia visto che parliamo della tredicesima edizione. E’ una vigilia diversa perchè, rispetto alle precedenti dodici quella che scatterà ufficialmente domani sarà anche la prima targata Blanchere Illumination, la multinazionale francese che a suon di ricorsi si è aggiudicata il bando per la realizzazione del percorso illuminotecnico di Salerno. Fino all’anno passato le Luci erano state pertinenza esclusiva della Iren, azienda

torinese che a Salerno ha trovato terreno fertile e, soprattutto, la possibilità di fare business prima con la realizzazione delle luminarie e poi acquisendo sempre maggiore peso e quote della Holding Salerno Energia. Ma come spesso accade in questi casi, e per fortuna ci sarebbe da aggiungere, questo collegamento anche troppo stretto con Palazzo di Città alla fine della giostra si è rivoltato contro; non si poteva affidare ad una società già in affari con l’amministrazione comunale anche l’appalto delle Luci d’Artista, un’affare da circa tre milioni di euro! Dunque via libera alla Blanchere che l’anno passato, mostrando sensibilità e lungimiranza, pur avendone avuto la possibilità giuridica ha evitato di chiedere la sospensiva dell’aggiudica alla Iren che avrebbe, se accolta dal TAR, di fatto paralizzato il tutto lasciando per un Natale Salerno al buio. Via Libera alla Blanchere che quest’anno, forte del titolo acquisito, ha preso possesso dell’evento. Con quali risultati? Beh, questo lo scopriremo domani all’accensione anche se – rispetto al passato – sono diverse e non sempre giustificate le perplessità sulla qualità del prodotto confezionato. Per quanto ci riguarda la circostanza va accolta positivamente anche perchè in ogni caso si registra una novità rispetto al passato; la Iren – per quanto affidabile – aveva ormai esaurito la sua dose di creatività proponendo sempre le stesse cose mentre i francesi, piaccia o no, si stanno cimentando per la prima volta nell’impresa e per questa banalissima e scontata ragione avranno tutta l’intenzione di fare bene. Anche meglio? “Fiat Lux” e poi ne discuteremo.

Autore dell'articolo: Marcello Festa

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