MARICONDA, MISTERO SUI REPERTI DOPO L’ABBATTIMENTO. OPERAI AL LAVORO –

Nessun blocco dei lavori da parte della ditta che sta completando i lavori di demolizione della palazzina  che per anni ha ospitato al piano terraneo fronte strada,   la storica pizzeria “Carminuccio”,  dopo che sono venuti alla luce di quadranti che farebbero pensare a reperti e resti antichi di strutture di epoca romano. Operai regolarmente al lavoro anche questa mattina nell’area che si appresta a lasciare spazio ad una nuova costruzione, ad un fabbricato residenziale di sette piani secondo le disposizioni dell’art 5 della legge regionale piano Casa che prevede per interventi di demolizione e ricostruzione all’interno dell’area nella quale l’edificio esistente è ubicato, l’aumento della volumetria esistente degli edifici residenziali.

Mentre i residenti della zona sono pronti a costituire un comitato civico, si susseguono voci e dubbi sulla legittimità dell’opera in corso. Perplessità e polemiche che erano state già sollevate quando le ruspe quasi a sorpresa sono entrate in azione prima dell’epifania nell’area della villa stile liberty, portando giù velocemente tutto il manufatto.

Sono in tanti a riferire che l’ex palazzina di via Picenza possa essere coperta da vincolo archeologico, nel 2007 sarebbero stati trascritti due vincoli distinti archeologico e paesaggistico, uno nello spazio dove sono sorti i nuovi palazzi l’altro  per la presenza del torrente Mariconda che scorre proprio nella parte sottostate dalla parte alta del quartiere Mariconda verso l’area del parco Arbostell . Un vincolo che riguarderebbe anche la palazzina stile liberty e l’area del giardino di via Picenza dove oggi sono ben visibili i quadranti dei possibili reperti che oggi fanno dubitare sulla legittimità dei pareri concessi per la demolizione e la ricostruzione del nuovo edificio di appartamenti di lusso su 7 piani.  In pratica se così fosse il Comune avrebbe dovuto acquisire prima il parere della Soprintendenza ai Beni culturali prima di concedere l’ok per l’avvio dei lavori di abbattimento, ma di fatto dopo l’acquisto dell’area con un’asta giudiziaria nessuno ha mai richiesto questo parere. Una vicenda abbastanza contorta che oggi non trova repliche né da parte del comune di Salerno né della sovrintendenza.

Autore dell'articolo: Barbara Albero