MODULO COVID AL RUGGI DI SALERNO, CISL: “DUE SETTIMANE PER APRIRE”

In un momento particolare in cui la gente oltre che confusa è impaurita, sarebbe opportuno che si dicesse la verità e che le dichiarazioni fossero nel concreto verificate prima di farle. La terapia intensiva modulare collocata nello stabilimento “Ruggi” dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Salerno per ora non può aprire poiché manca il collaudo. Non volendo entrare nella querelle su altre cause e motivazioni su cui indaga anche la procura, la ragione per cui la terapia intensiva modulare per ora non può aprire è perché manca il collaudo, avendo l’azienda salernitana riscontrato l’assenza di alcuni requisiti ritenuti determinanti per l’avvio delle attività. Infatti la società responsabile dei lavoro di allestimento e realizzazione avrebbe dovuto provvedere a consegnare l’opera al beneficiario, cioè al Ruggi, chiavi in mano ovvero immediatamente operativa. Purtroppo si sono riscontrate invece varie anomalie che sembrerebbero aver determinato l’impedimento all’apertura che, oltre al basamento di appoggio e l’obbligo di creare una parete esterna per evitarne un possibile scivolamento, riguardano anche a lavori interni non coincidenti col bando oppure ritenuti bisognevoli di un miglioramento. Tali rilievi sembrerebbero riguardare assenze di alimentazioni elettriche e di alcuni componenti, non conforme sezione di umidificazione e sistema di filtraggio da potenziare, mancato montaggio delle batterie, accessi non conformi e senza barriere per il superamento degli scalini atteso che i moduli sono collocati a circa 60 cm di altezza dal suolo, invasione della carreggiata stradale e mancanza di alcune prese di alimentazione ai testa letto.
“Sarebbe importante comunicare con dovizia di particolari la situazione al Presidente De Luca – afferma Pietro Antonacchio Segretario Generale della CISL FP di Salerno – per evitare di fargli fare figure peregrine con dichiarazioni fuori luogo come purtroppo ha fatto sulla funzionalità della terapia intensiva modulare di Salerno. Prima di altri 10/15 giorni non potrà essere funzionante. Spiace dover assistere a danaro pubblico non utilizzato al meglio e il fatto è tanto ancora più grave in quanto la SO.RE.SA. Spa – società regionale sanità – che dovrebbe svolgere azioni finalizzate alla razionalizzazione della spesa sanitaria non ha vigilato adeguatamente sulle caratteristiche che le strutture avrebbero dovuto garantire per essere a norma.”

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro