MORTE ESPOSITO, NUOVI DUBBI SULLA VITA PRIVATA

Continuano a emergere nuovi dettagli sull’autopsia di Luca Esposito, il giornalista di 53 anni ritrovato carbonizzato in un terreno agricolo di Eboli. Secondo le ultime indiscrezioni, Esposito sarebbe stato ancora vivo quando le fiamme sono state appiccate. La presenza di fumo nei polmoni indicherebbe che respirava, seppur privo di coscienza, mentre il rogo veniva innescato. Un particolare che conferma la violenza dell’aggressione e che si aggiunge alle fratture riscontrate sul corpo, compatibili con un pestaggio avvenuto poco prima.
Sul fronte delle indagini, resta da chiarire anche il mistero del telefono. Un amico ha mostrato agli investigatori la chat con Esposito: il dispositivo risultava fermo alle 22:30 di sabato, ma nella mattinata di domenica — quando la scomparsa del giornalista cominciava a destare sospetti — i messaggi inviati hanno mostrato la doppia spunta blu, segno che qualcuno aveva avuto accesso al cellulare. Un dettaglio che apre nuovi interrogativi su chi abbia sbloccato il dispositivo e per quale motivo, forse per cancellare tracce o modificare conversazioni. Gli inquirenti stanno inoltre approfondendo la vita privata del giornalista. Tra gli elementi emersi, la figura di una presunta “moglie fantasma”: Esposito raccontava di essere sposato da cinque anni con una farmacista di Caserta, di nome Simona, ma nessuno tra amici e colleghi avrebbe mai incontrato la donna né visto una sua fotografia. L’unico segno visibile di quel matrimonio era una fede nuziale, che il giornalista indossava durante eventi pubblici e cerimonie ufficiali. Un gesto che oggi assume un significato diverso, diventando uno degli elementi che alimentano i dubbi sulla sua vita privata.
Le indagini proseguono senza sosta. Si analizzano i filmati delle telecamere, i movimenti dell’auto e ogni dettaglio utile a ricostruire le ultime ore di Luca Esposito. Un delitto violento, preparato, e ancora pieno di ombre.

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro