OMICIDIO MARTINO, OGGI I FUNERALI DI MARIA GRAZIA –

“Sicuramente la celebrazione della Santa Messa ci aiuta a vivere in maniera diversa e ci consente di iniziare ad elaborare il lutto sotto gli occhi della fede, però il dolore della tragedia resta e rimarrà sempre in tutti quanti noi”. Con queste parole Don Paolo Carrano, il parroco di San Leonardo ha accolto nella piccola chiesa del quartiere sconvolto dall’omicidio e dall’assalto in casa Martino la bara con la salma di Maria Grazia, la 91 enne uccisa lo scorso 9 luglio. Il feretro, dopo l’esame autoptico che ha confermato il ferimento mortale con una mazza in ferro, è stato portato in spalla facendolo muovere proprio dall’abitazione al civico 164 fino alla piccola chiesetta dove non era presente la sorella Adele, che ancora non si è ripresa dalle ferite avvenute durante l’aggressione che per la quale è accusato l’ex badante, Giuseppe Buono. L’uomo resta nel carcere di Forni in isolamento e domani avrà un nuovo colloquio con il suo legale Assunta Mutalipassi dopo una perquisizione che ha consentito agli agenti della Squadra Mobile, guidata dal dirigente Giovanni Di Palma, che stanno indagando per ricostruire l’esatta dinamica ulteriori elementi. Pare infatti che dopo la somma di 3400 € che l’uomo ha confessato di aver sottratto dall’abitazione dove si trovava anche il fratello allettato delle due donne Isidoro, sia stato trovato altro denaro. Ascoltata anche la compagna del presunto assassino. Non si escludono dunque novità nell’inchiesta che vede al lavoro la Procura di Salerno, guidata da Giuseppe Borrelli, nei prossimi giorni.Nel frattempo oggi l’ultimo saluto a Maria Grazia, che come ha ricordato Don Paolo era una persona conosciuta e amata da tutti. “Una donna amabile, silenziosa, conosciuta e stimata da tutti quanti, una persona discreta che ha lasciato un ricordo buono in tutta la comunità – ha detto Don Paolo durante il funerale- la sua morte è accompagnata da un dolore immenso e dallo sgomento perché non si è mai sentito un episodio del genere, così efferato e ì violento e quindi non ci sono parole ma solo silenzio e preghiera”.

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro