OPERAZIONI DISINNESCO, I DUE PRECEDENTI DI SALERNO –

Non ha paragoni per dimensioni e complessità dell’intervento, l’operazione di disinnesco programmata dalla Prefettura di Salerno che bloccherà la città di Battipaglia renderà necessaria l’evacuazione di 36mila persone. I due precedenti più simili hanno riguardato la città di Salerno. Nel 2008 durante gli scavi per realizzare dei box auto a via Rafastia, fu ritrovata una bomba, un congegno di cinquecento libbre a innesco ritardato. Poiché una volta rimossa la bomba avrebbe potuto esplodere nelle 144 ore successive, fu decisa, il 9 settembre del 2008, l’evacuazione degli abitanti di tutti gli stabili nel raggio di 250 metri dal luogo di ritrovamento della bomba. Circa cinquemila persone furono costrette a trovare un alloggio alternativo. Il

disinnesco fu effettuato domenica 14 settembre. E non si registrano problemi. La bomba è ancor oggi visibile al Museo dello sbarco di Salerno al quale fu donata.
Nel luglio del 2012 l’altro ritrovamento che richiese un piano di sicurezza apposito. Nel cantiere del Crescent, emerse durante i lavori di bonifica proprio atti a ricercare eventuali residui bellici, un ordigno risalente alla seconda guerra mondiale del peso di 500 libre – pari a circa 227 chili. Di fatto si trattò delle stessa tipologia di residuato bellico ritrovato in via Rafastia nel 2008 e quindi le misure di sicurezza furono analoghe. Anche in questo caso la rimozione che avrebbe potuto determinare l’attivazione della bomba, rese necessario attendere per il disinnesco vero e proprio.
Otto mesi dopo, nella zona di via Alvarez, durante gli scavi per la torre dell’Autorità Portuale, quindi nella
stessa area del Crescent, spuntò un altro ricordo della Seconda Guerra Mondiale. Anche stavolta un ordigno piovuto dal cielo, una bomba incendiaria con 400 litri di materiale infiammabile. L’ordigno risultò fratturato con gran parte del liquido fuoriuscito risultò meno pericolo delle sue precedenti.

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro

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