Grido d’allarme da parte della UILFP che, con una lettera indirizzata al Direttore Sanitario ASL Salerno, sollecita l’intervento dell’Azienda per la cura dei pazienti con tubercolosi presso l’ospedale di Eboli.
Questo il testo integrale della lettera:
La Regione Campania ha individuato il P.O. di Eboli come centro di riferimento per il ricovero dei pazienti con tubercolosi. Il laboratorio del presidio esegue test QuantiFERON, PCR ed esame microscopico, ma non può caratterizzare il micobatterio né determinare le resistenze ai farmaci. Il laboratorio di Nocera, individuato come riferimento, sembrerebbe non attrezzato per queste indagini.
In passato i campioni venivano inviati al laboratorio del Cotugno. Da settembre parrebbe che sia ferma la richiesta di convenzione nell’iter amministrativo, il Cotugno ci risulta che abbia rifiutato i campioni perché manca l’autorizzazione aziendale. L’iter prevede numerosi passaggi, in parte ridondanti:
1. richiesta del Reparto alla Direzione Sanitaria di Presidio;
2. richiesta della Direzione di Presidio alla Direzione Sanitaria Aziendale;
3. richiesta di una relazione integrativa e invio della stessa;
4. eventuale autorizzazione della Direzione Sanitaria Aziendale;
5. compilazione e sottoscrizione della Scheda Notizie;
6. avvio delle procedure per il trasporto;
7. invio dei campioni raccolti con l’esame broncoscopico.
Le Linee di Indirizzo Regionali prevedono l’invio sistematico dei campioni ai laboratori di II e III livello. Senza queste indagini si rischiano terapie senza antibiogramma, resistenze non riconosciute, isolamenti più lunghi e maggiore esposizione per operatori e contatti.
Risulterebbe inviata alla Direzione di Presidio una nota formale, in attesa di risposta, per ottenere:
una convenzione, anche provvisoria, con un laboratorio di II/III livello per l’invio dei campioni;
in alternativa, l’indicazione di un laboratorio autorizzato;
una data certa per l’attivazione della nuova piattaforma;
istruzioni cliniche per la fase transitoria.:
IL DIRITTO ALLA SALUTE DEI CITTADINI E LA SICUREZZA DEGLI OPERATORI NON POSSONO ATTENDERE I TEMPI DELLA BUROCRAZIA.
UILFP Salerno
Vito Sparano

