PARLA L’AVVOCATO DELLA FAMIGLIA ESPOSITO: “PRIMO PASSO COMPIUTO, MA INCHIESTA VA AVANTI”

«Il primo passo importante è stato compiuto». Con queste parole l’avvocato della famiglia di Luigi Esposito ha commentato la conferma del fermo per il presunto omicida del giornalista 53enne, originario di Nocera Superiore e ucciso una settimana fa a Eboli. La decisione del gip rappresenta un punto fermo, ma l’inchiesta resta tutt’altro che conclusa: la Procura vuole chiarire tempi, modalità e responsabilità del delitto, mentre i carabinieri stanno cercando nuovi elementi nei telefoni sequestrati e valutano l’ipotesi che il tunisino fermato non abbia agito da solo.
Secondo gli investigatori, infatti, esiste una contraddizione che pesa sull’intera ricostruzione. Da un lato l’omicidio appare premeditato, come evidenziato dal giudice nella convalida del fermo; dall’altro, risulta difficile spiegare perché l’indagato abbia conservato carta di credito e telefono cellulare della vittima, elementi che hanno permesso di risalire rapidamente a lui. Un comportamento che contrasta con la logica di un piano studiato e che potrebbe indicare sprovvedutezza, oppure — secondo alcune valutazioni — un possibile tentativo di depistaggio o la presenza di un complice. Il fermo è stato convalidato nei confronti del 26enne tunisino che avrebbe confessato l’omicidio indicando come movente presunti avanzamenti di denaro richiesti dalla vittima per i familiari, assistiti dall’avvocato Annalisa Califano. Una confessione che rappresenta un primo passo, ma non chiude il quadro investigativo. Proprio oggi la Procura conferirà l’incarico per gli accertamenti tecnici sui telefoni cellulari sequestrati: un’attività che potrebbe fornire elementi decisivi per ricostruire le ultime ore di vita del giornalista. Sono attesi anche gli esiti degli accertamenti tecnici ripetibili eseguiti durante l’autopsia.
La famiglia continua a chiedere che venga fatta piena luce su un delitto di estrema violenza e invita alla massima cautela sulle ipotesi investigative. Anche la cosiddetta pista sentimentale, rilanciata in questi giorni da diversi organi di informazione, viene considerata dai parenti solo una delle ipotesi al vaglio, non una verità accertata. I familiari chiedono rispetto e riserbo, anche perché non hanno ancora potuto riavere la salma di Luigi per celebrare i funerali.

Autore dell'articolo: Monica Di Mauro