PONTEGGI IN VIA ARCE PER SALVAGUARDARE GLI ARCHI DEL DIAVOLO –

Senso unico alternato in via Arce a Salerno dove sono iniziati questa mattina i lavori per la posa in opera del ponteggio agli Archi del Diavolo. Operai al lavoro nel montaggio dell’impalcatura, fase preparatoria, per avviare poi la messa in sicurezza dell’Acquedotto medievale dove in diverse occasioni sono cadute alcune pietre rendendo necessario l’intervento di tecnici e vigili del fuoco. Dopo diverse verifiche e la richiesta da parte del Comune di Salerno alla Sovrintendenza di verificare le condizioni del vecchio acquedotto medievale, ed un sopralluogo congiunto con Università degli studi di Salerno e la Soprintendenza, da oggi si è dato il via al primo step per la messa in sicurezza del tratto ritenuto più critico per salvaguardare uno dei simboli storici della nostra città.

L’intervento avviato questa mattina in pratica porterà al posizionamento di una rete a protezione da eventuali distacchi di pietre. Proprio nel tratto di strada sottostante l’Arco dei Diavoli, è stato istituito il senso unico alternato da via Arce verso Via Velia, dispositivo di viabilità che salvo tempi diversi nel completamento dei lavori durerà circa 12 giorni.Circa due anni fa, dopo il distacco di alcune pietre il Comune di Salerno aveva interpellato la Sovrintendenza per una diagnosi statica del Ponte dei Diavoli, gli archi di via Arce a Salerno oggetto di un progetto di recupero che aveva visto come promotrice l’ex consigliera comunale Sara Petrone nell’attivazione di una raccolta fondi sulla piattaforma Art Bonus per consentire il restauro conservativo degli archi bassi dell’acquedotto medievale di Salerno, ma ad oggi nessuna erogazione di privati. 630 mila euro la somma stimata per sostenere il costo del restauro totale degli Archi del Diavolo.

L’intervento conservativo avviato oggi, rilevato dai sopralluoghi dei diversi interventi punta ad eliminare alcune criticità piu’ urgenti. Il comune di Salerno ha infatti riservato una somma per realizzare un primo step di lavoro. Grazie all’impalcatura sarà possibile fare un’ulteriore indagine dello stato di salute dell’acquedotto medievale procedendo anche ad una sistemazione della vegetazione.

Autore dell'articolo: Barbara Albero