Per la prima volta, all’Azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno è stata avviata questa mattina una procedura di donazione di organi a cuore fermo, in collaborazione con l’équipe cardiochirurgica dell’ospedale Monaldi di Napoli. Un risultato che segna una svolta nella medicina dei trapianti e valorizza le professionalità sanitarie del territorio. Un traguardo di grande valore clinico e umano, frutto del coordinamento con il Centro regionale trapianti e della sinergia tra le équipe di rianimazione e cardiochirurgia dei due ospedali.
A spiegare l’importanza dell’intervento, mentre le operazioni erano ancora in corso, è stato il direttore generale del Ruggi, Nicola Cantone, questa mattina in occasione della presentazione del progetto “4 Zampe per la Vita”, l’iniziativa che porta i cani nel reparto di Oncologia Medica, che ha sottolineato il ruolo dei professionisti arrivati da Napoli per affiancare i colleghi salernitani in questa procedura. La donazione a cuore fermo, conosciuta come DCD, rappresenta una delle frontiere più avanzate della medicina dei trapianti. In questi casi, dopo l’arresto della circolazione e l’accertamento della cessazione irreversibile delle funzioni circolatorie secondo i protocolli previsti, è possibile recuperare gli organi . Un percorso complesso, che richiede competenze altamente specialistiche, tecnologie avanzate e una stretta collaborazione tra le diverse équipe mediche.
Per il Ruggi di Salerno, l’esperienza rappresenta anche un’occasione per rafforzare il ruolo dell’ospedale nella rete regionale dei trapianti e valorizzare le professionalità interne, come ribadito questa mattina dal manager Nicola Cantone.

