PROTOCOLLO E RICORSI: IL CALCIO VA NEL PALLONE

Nella notte tra mercoledì e giovedì, la Lega A ha partorito il nuovo protocollo per evitare che le partite in calendario fossero rinviate. A causa di un calendario intasato, la Lega vuole giocare ad ogni costo ed ha varato un protocollo d’emergenza che si rifà a quello Uefa. Con tredici giocatori disponibili, di cui almeno un portiere, si deve andare in campo e pazienza se, per arrivare a questo numero minimo, si debbano reclutare anche i ragazzi del 2003. In attesa che il giudice sportivo si pronunci sulle gare non disputate ieri e su Udinese- Salernitana, la Lega vuole rintuzzare l’avanzata delle Asl che, però, sono gli enti per legge preposti a preservare la salute pubblica. La Salernitana potrebbe essere nelle condizioni di scendere in campo a Verona, visto che alcuni positivi si sono negativizzati. Molto dipenderà dall’esito dei tamponi previsti in queste ore a cui si dovranno sottoporre anche quei calciatori che erano stati posti in quarantena come contatti stretti di positivi. La Salernitana non si è presentata, forte di provvedimenti dell’Asl, né ad Udine né ieri all’Arechi per la gara col Venezia, ma in virtù del protocollo stilato in gran fretta dalla Lega alla vigilia del turno dell’Epifania le cose cambiano. La gara di Verona dovrebbe disputarsi, a meno che la squadra scaligera non accusi altri positivi. Il buon senso non prevarrà, come sempre accade, nel calcio italiano che aspetta anche un assist dal Governo per uscire dall’impaccio. Dover scendere in campo anche in situazioni di estrema emergenza non è certo la prospettiva migliore per le squadre ed una decisione simile non tutela né la salute né lo spettacolo. E non salva neanche la regolarità del campionato e la faccia di chi avrebbe dovuto decidere in largo anticipo.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto