REAZIONE TARDIVA, LA SALERNITANA NON SFATA LA MALEDIZIONE DEL PICCO

Il Picco si conferma ostile per la Salernitana che perde di misura e deve fare il mea culpa per l’approccio molle e svagato e l’incapacità di cambiare in corsa lettura tattica di una partita ben diversa da quella di tre giorni prima col Pordenone. Italiano, giovane trainer dello Spezia, schiera un 4-3-3 con Ragusa centravanti di movimento e due esterni incaricati di chiudere i varchi alle avanzate di Lombardi e Cicerelli. In mezzo al campo Dziczek viene aggredito e così la Salernitana non riesce a trovare ritmo e qualità nel palleggio e non trova i cambi di gioco né gli scarichi in verticale sulle punte con l’incisività della gara precedente. Lo Spezia è arrembante ed affamato e trova subito il gol con Ragusa, bravo a farsi trovare solo in area di rigore approfittando delle distrazioni di Karo e Billong. Poco reattiva, imprecisa, lenta, la Salernitana deve ringraziare Micai che salva su Gyasi ed evita il raddoppio dei locali. Dopo venticinque minuti irritanti, i granata cominciano a giocare e sfiorano il pari con Cicerelli e con Gondo. Il primo è sfortunato, il secondo manca di freddezza davanti a Scuffet. In avvio di ripresa i granata sono più concentrati, ma Ventura deve fare i conti con il preventivato calo di Akpa, rilevato da Di Tacchio, ma anche di Cicerelli, al cui posto entra Jallow. La Salernitana non riesce a rendersi particolarmente pericolosa e subisce da Gyasi il colpo del potenziale k.o., che, però, ha quasi l’effetto di una sveglia, sebbene in ritardo. Pochi minuti e Jallow, sfruttando la sponda di Djuric, segna il gol che riapre i giochi. C’è ancora un po’ di tempo e la Salernitana prova a sfruttarlo ed all’ultimo assalto Lombardi chiama Scuffet alla parata decisiva. L’ex portiere dell’Udinese si allunga alla sua destra e spinge sul palo il diagonale rasoterra di Lombardi che pareva destinato all’angolino. Finisce due a uno. Lo Spezia esulta, la Salernitana deve meditare.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto

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