Per secoli è rimasto nascosto sotto i segni del tempo, dell’umidità e del degrado. Oggi, invece, torna a raccontare la sua storia e a restituire alla città uno dei suoi tesori più preziosi, aspettando di essere riscoperto. È il caso dell’affresco medievale della Vergine col Bambino custodito nella chiesa di Santa Trofimena, nel cuore del Rione Fornelle nel centro storico di Salerno , che oggi torna a mostrarsi in tutta la sua bellezza dopo un importante intervento di restauro.
Un recupero che restituisce alla città di Salerno non soltanto un’opera d’arte, ma un tassello prezioso della propria storia. L’affresco raffigura la Madonna con il Bambino benedicente e un santo posto alla loro destra e rappresenta una delle più antiche testimonianze della devozione popolare legata alla chiesa di Santa Trofimena.
Secondo il Chronicon Salernitanum, una delle fonti storiche piu’ importanti, l’edificio sacro fu costruito intorno al IX secolo, in piena età longobarda, per custodire le reliquie della martire cristiana Trofimena, venerata a Minori e profondamente legata alla tradizione religiosa del territorio.
Nel corso dei secoli, tuttavia, il tempo, l’umidità e il degrado avevano compromesso gran parte del dipinto. Dell’opera originaria erano rimasti visibili soltanto alcuni elementi centrali, tra cui i volti della Madonna e del Bambino. Proprio quei frammenti, però, hanno consentito agli esperti di riconoscerne l’importanza storica e artistica e di avviare un delicato lavoro di recupero.
Un lavoro minuzioso, eseguito dalla restauratrice Flora Pellegrino, che ha consentito di riportare alla luce colori, dettagli e suggestioni di un’immagine che rappresenta una delle testimonianze più antiche della devozione popolare salernitana.
Il restauro è stato sostenuto grazie alla collaborazione tra la comunità parrocchiale, associazioni e fondazioni del territorio, unite dall’obiettivo di restituire alla città un patrimonio che appartiene alla sua identità culturale.
Oggi la presentazione curata dal parroco della Chiesa di Santa Trofimena e dell’Annunziata don Sabatino Naddeo e dagli storici dell’arte della Soprintendenza, occasione per approfondire il significato dell’opera attraverso gli interventi di storici dell’arte, restauratori e studiosi della figura mariana. Un intervento importante che richiamerà visitatori e turisti nel cuore del centro storico al rione Fornelle.

