SALERNITANA: C’E’ TANTO DA LAVORARE

L’intenzione era buona. Si potrebbe sintetizzare così il debutto sulla panchina granata di Vito Di Bari. Il nuovo allenatore ha provato a dare un cambio di passo, un’impronta più offensiva e coraggiosa, e la squadra ha anche provato ad assecondare la sua proposta di gioco. Il problema, però, è che a centrocampo si fa fatica a sostenere certi ritmi, perché il pressing offensivo richiede intensità e quindi gamba. Pur mettendoci impegno, alla Salernitana è mancata la capacità di sostenere le punte e i tanti errori tecnici rispecchiano anche il momento di scarsa tranquillità di un gruppo che deve anche cominciare a fare i conti con una classifica non certo bella. Inutile pensare al distacco dai primi posti, opportuno ragionare sul margine sempre più ridotto sulla zona playout e regolarsi di conseguenza. Di Bari sapeva che avrebbe dovuto fare un lavoro massiccio, scavando in profondità e la settimana che si apre oggi e che porterà al match esterno di sabato con l’Inter Under 23 sarà utile per approfondire tanti aspetti. Se il ritorno di Heinz rappresenta una buona notizia, resta da trovare la chiave giusta per dare nuova linfa al centrocampo su cui bisognerà intervenire anche a gennaio per aggiungere quelle caratteristiche di cui l’organico attuale è privo. Ieri non è stato impeccabile Galeotti nell’occasione del gol ospite, ma Di Bari ha protetto il suo portiere che sta dando l’impressione di accusare il peso di dover difendere la porta granata. E’ probabile che il 4-4-2 visto ieri, con gli esterni a piede invertito, possa essere la traccia su cui Di Bari lavorerà ancora, ma non la versione definitiva della Salernitana che potrebbe in futuro passare al 4-3-3. Non è solo una questione di modulo, ma di capacità di tenere ritmi alti e di essere aggressivi ed incisivi per tutta la partita. Ora, però, serve soprattutto essere pratici e fare punti per arrivare alla sosta in condizioni di sicurezza.

Autore dell'articolo: Redazione