Dopo la nota dell’ad Pagano, è evidente la scelta di Danilo Iervolino di attendere ancora gli eventi. La conferma di Cosmi è stata anche il frutto di una necessità di non modificare adesso il comparto tecnico per non appesantire i costi di gestione in una fase che potrebbe essere delicata anche su altri fronti. Le alternative c’erano e il ds Faggiano aveva proposto al patron più soluzioni, dalla promozione di Scurto, almeno pro tempore, ai nomi di Toscano, Prosperi, Caserta e Vivarini. Si è deciso di non cambiare e di attendere almeno fino alla gara di Picerno del prossimo lunedì. Contro una squadra in piena crisi, che ha ottenuto tre punti in sette partite e ha cambiato allenatore promuovendo l’ex centrocampista granata, Guido Di Deo, per anni vice di Menichini, la Salernitana non potrà sbagliare innanzitutto sul piano dell’approccio e dell’atteggiamento. E poi ci vorrà più precisione e qualità nelle giocate che possono portare la squadra al gol. Cosmi ha parlato di scelte giuste da fare, sottolineando che contro la Scafatese sono arrivati tanti cross in area. Villa e Llano ne hanno effettuati ben venti in due, ma solo uno è stato accompagnato dalla dovuta accuratezza ed è stato quello di LLano che ha generato la rete di Tascone. Se aumenta la precisione dei rifornimenti, allora anche le punte, soprattutto Lescano, possono diventare più incisive. Si lavora su questi dettagli, ma anche sull’aspetto mentale perché è chiaro che per la squadra e per Cosmi non siano giorni facili. Va anche detto che la situazione di tensione e di incertezza è stata creata dall’interno, perché il dopo partita con la Scafatese è stato tutto all’insegna di una certa esuberanza di Cosmi e ha richiesto le riflessioni delle ore successive che hanno portato ad una lettera del tecnico e a una nota dell’ad, intervallate dalla visita di una delegazione di tifosi al Mary Rosy. Ogni azione comporta una reazione, ma ora servono fatti e risultati. Per una volta, andrebbe anche bene che nessuno parlasse ma che tutti dimostrassero. Certi danni non si riparano con le parole, ma solo col lavoro e con i risultati. Ci vorrà tempo, però.

