SALERNITANA-IERVOLINO: GUASTO D’AMORE –

Da una parte le proposte di acquisto pervenute, dall’altra la consapevolezza di dover comunque fare i compiti per le vacanze e, dunque, programmare la nuova stagione a prescindere. Danilo Iervolino è un presidente combattuto e, al tempo stesso, non più entusiasta come due anni e mezzo fa. Il mondo del calcio, forse, non gli piaceva fin dal principio e, del resto, ha provato da subito a cambiarlo. Ora, probabilmente, gli piace ancor meno e, potesse, se ne distaccherebbe senza pensarci due volte. Il problema è che lasciare il mondo del calcio è una possibilità che nella mente di Iervolino può trovare attuazione solo al prezzo giusto. Quindi, bisognerà capire se i presunti acquirenti riusciranno a soddisfare le richieste del patron che per ora non si sbilancia, ma preferisce aspettare le mosse altrui. Iervolino non sembra più particolarmente preso dal discorso Salernitana. L’eccesso di entusiasmo iniziale, i proclami  definiti da lui stesso allucinazioni a proposito della parte sinistra della classifica, le critiche, le sconfitte, la constatazione che i soldi spesi non tornano così facilmente indietro, anzi a volte non tornano e basta, tutto questo ha minato un po’ la volontà di Iervolino di recitare ancora quel ruolo da presidente tifoso che si era cucito addosso inizialmente. E’ una sorta di guasto d’amore, insomma, tra Iervolino e il calcio e, dunque, tra lui e la Salernitana. Ci fosse stata delusione abbinata a rabbia e voglia di rivalsa nel suo animo, un minuto dopo la retrocessione Iervolino avrebbe potuto consegnare due parole alla piazza: è stata una stagione sbagliata, ma torneremo più forti di prima. Invece, Iervolino non ha parlato a caldo, dopo la sconfitta di Frosinone, e non s’è visto nemmeno lunedì all’Arechi dove gli striscioni esposti, come hanno precisato gli ultras, erano rivolti a lui ma non solo ed erano anche una fotografia della realtà salernitana. La palla è sempre tra i piedi di Iervolino. Stopperà per preparare un rilancio o la passerà ad un altro proprietario? E chissà che non spunti una terza via…

Autore dell'articolo: Nicola Roberto