SALERNITANA: IL FUTURO NON PUO’ ATTENDERE –

Ci sono dieci partite da giocare e trenta punti a disposizione e la Salernitana ha l’obbligo di chiudere al meglio una stagione fin qui pessima. Lo ha ricordato anche ieri alla squadra Walter Sabatini. Il dg granata è arrivato al Mary Rosy insieme a Pietro Bergamini e alla sua consorte con l’idea di restare in città fino a sabato, giorno della partita col Lecce che arriverà all’Arechi con il nuovo allenatore, Gotti. Sabatini ha chiesto al gruppo ed a Liverani i tre punti per dare un senso anche alle successive partite. Non è solo la squadra a dover chiudere bene la stagione, e già questa è una espressione eufemistica ed alquanto paradossale. Tutti devono dare prova di attaccamento, di voglia di lottare e di onorare davvero la stagione e la maglia in senso lato. Anche la società è sotto esame agli occhi dei tifosi. Tantissimi gli errori commessi, alcuni dei quali già nelle stagioni precedenti che si sono poi riverberati su quella in corso. Troppi i silenzi dopo le parole di fuoco, con cui si è additato l’ambiente come ingrato e quasi colpevole del disastro che si stava consumando. Stampa e tifosi sono stati attaccati duramente dal presidente Iervolino nel giorno della presentazione di Filippo Inzaghi. Già allora era chiara la confusione che regnava nella Salernitana che passava da Paulo Sousa, l’allenatore che aveva inciso tantissimo sulla squadra fatta da altri e per altri portandola ad una salvezza a 42 punti con risultati di prestigio, come i pari con Inter, Milan, Napoli, Roma, Fiorentina e la vittoria sull’Atalanta, ad un tecnico che in A non aveva un curriculum positivo affidandogli una rosa con delle lacune e soprattutto con tanti problemi di spogliatoio. Dopo la partita col Bologna, a seguito di un’altra sconfitta interna, c’era stata la contestazione della tifoseria che aveva sollecitato il patron ad un confronto a caldo che, però, era stato rifiutato. La successiva contestazione non era andata giù a Iervolino che da quel momento ha rotto i ponti con la tifoseria, salvo poi tendere una mano con la nota pubblicata sul sito ufficiale dopo il blitz della scorsa settimana. In tutto questo, però, il presidente non ha dato prova di voler realmente parlare con o quanto meno alla tifoseria, magari anche attraverso una conferenza stampa, per chiarire le sue intenzioni circa il futuro. E il futuro è adesso perché la Salernitana deve guardare in faccia la realtà e deve fare i suoi conti per capire quali siano gli scenari nel caso in cui non riuscisse una miracolosa rimonta in classifica. Le voci circa una possibile cessione del club si intensificano, ma da fonti vicine al club arrivano solo smentite. Che siano o meno di rito, questo ovviamente è tutto da stabilire. Ecco perché servirebbe un’operazione di chiarezza e verità promossa proprio da Iervolino. La situazione è quella che è. L’ambiente è deluso, avvilito, si sente umiliato e tradito e nemmeno la presenza di Sabatini da sola basta a restituire un po’ di entusiasmo e di fiducia perché la squadra non dà segnali di vita e perché la proprietà non ha mostrato quella furiosa determinazione che l’accompagnò due anni fa quando con Sabatini e Nicola si centrò la salvezza anche grazie ad un mercato condotto senza badare a spese. I tifosi ora lamentano l’assenza del presidente, che sabato non dovrebbe essere all’Arechi, e che a sua volta non ha mai gradito la contestazione, anche solo accennata. Insomma l’idillio è bello che finito. Ed in questo ha parte e responsabilità anche la politica che ha più ostacolato che favorito le iniziative, i piani, le idee dell’imprenditore Iervolino. Tutti hanno colpe e chi ci rimette è come sempre il tifoso che chiede chiarezza ma resta puntualmente deluso. Nulla di nuovo, purtroppo.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto