Si giocherà a porte chiuse, in un clima certamente non disteso alla luce dei fatti di Monopoli e dell’importanza della posta in palio, ma Foggia-Salernitana sarà ancora la partita di Carlo Ricchetti, calciatore e poi allenatore delle due squadre che se ne è andato all’età di 55 anni. Il “Re del taglio”, scomparso lo scorso 28 ottobre, fu ricordato in occasione della gara di andata, giocata all’Arechi, quando le due squadre indossarono sopra la divisa di gioco una maglia con impressa un’immagine raffigurante il calciatore nativo di Foggia. Il legame tra Ricchetti e Salerno era rimasto fortissimo anche dopo la fine della sua esperienza in granata ed a conferma di ciò la scelta della sua famiglia di celebrare il trigesimo della sua scomparsa proprio nella città che lo aveva accolto da ragazzo, presso la chiesa di San Demetrio dove si ritrovarono amici, tifosi, ex compagni di Ricchetti e la dirigenza granata. Due promozioni in granata e due quinti posti in B in 140 gare condite da 24 totali fanno di Ricchetti uno dei calciatori più vincenti della storia granata ed anche uno dei più amati e rispettati per la sua umiltà. Ricchetti fu decisivo in un Foggia- Salernitana andato in scena il 3 marzo 1996 quando la Salernitana di Colomba espugnò lo stadio “Pino Zaccheria” col punteggio di 3-1 grazie alla doppietta su rigore di Logarzo ed alla rete di Ricchetti, che mise a segno il 2-1 per gli ospiti.

