SALERNITANA: A PESCARA SOLITO COPIONE

A Pescara è arrivata la seconda sconfitta consecutiva, la quarta delle sette gare con Colantuono in panchina,  ed il copione a cui si è assistito non è stato tanto diverso da quello delle puntate precedenti. Ancora una volta la squadra granata ha incassato gol nella ripresa e su calcio piazzato, pagando a caro prezzo l’irruenza di  Monaco, autore del fallo da cui è nato il piazzato vincente di Brugmann. L’intervento del difensore ai danni di un avversario spalle alla porta non è proprio da manuale del calcio, ma, al tempo stesso, rientra nella ampia casistica di quei falli che si commettono per istinto, mancanza di lucidità, foga agonistica. Insomma, inutile soffermarsi sul particolare ed isolare un episodio per spiegare il ko in riva all’Adriatico, subito per mano di un Pescara che non era nella sua miglior versione ma che ha avuto il merito di provarci con più convinzione, trovando con Pettinari un gol annullato per un millimetrico fuorigioco. La Salernitana ha avuto un atteggiamento passivo nel primo tempo, penalizzata dal 3-5-2 in cui Sprocati e Palombi hanno fatto fatica a trovare la giusta sintonia in avanti mentre in mediana la presenza dal primo minuto di Della Rocca, a distanza di oltre quattro mesi dall’ultima presenza non ha fatto altro che certificare lo stato di totale emergenza del centrocampo granata. Il passaggio al 4-3-3 all’inizio della ripresa con Di Roberto al posto di Schiavi avrebbe dovuto portare la squadra ad alzare il suo baricentro, anche grazie al ritorno sulla fascia di Sprocati ma in tutta la partita la squadra di Colantuono ha tirato in porta con una certa pericolosità solo con Zito, nel primo tempo. Nella ripresa, anche dopo il gol del Pescara, non si è andati oltre uno sterile possesso palla e l’ingresso nel finale di Bocalon non è servito a dare più peso ed incisività in area. A secco di gol dopo tre gare in cui aveva sempre segnato, la Salernitana non è riuscita ancora una volta a rimontare lo svantaggio confermando di aver smarrito quella capacità di reazione per cui si era contraddistinta in avvio di stagione.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto

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