SALERNITANA: UNA PARTENZA TRA SILENZI ED INCERTEZZE

Ieri la partenza, oggi il primo allenamento a Sarnano per la Salernitana di Fabrizio Castori. Neanche al raduno prima di salire sul bus che ha portato la squadra nelle Marche s’è visto il direttore sportivo Fabiani, una sorta di pro- console a Salerno dei patron romani. Il più alto rappresentante in grado in città del club granata non s’è visto e da settimane tace, senza dare conto e ragione di ciò che la società abbia intenzione di fare e del modo in cui stia operando. Non ci sono state parole ufficiali da parte di Castori, che pure avrebbe gradito una presentazione alla stampa prima di iniziare la sua seconda esperienza in granata, non ci sono state dichiarazioni della proprietà, non ci sono state parole da parte della dirigenza. In silenzio, nella totale indifferenza dei tifosi, arrabbiati e delusi in egual misura, la Salernitana è partita con una rosa rimpolpata da giovani della primavera, con Martorelli unico, vero volto nuovo, ma che non può essere considerato un rinforzo, e con il figliol prodigo Casasola, non entusiasta del ritorno anche per via di alcune frizioni con i tifosi, ma che alla fine ha accettato su pressione di Lotito, più che mai intenzionato a completare la rosa con quei calciatori di proprietà della Lazio che non avrebbero spazio alla corte di Inzaghi. E, quindi, Cicerelli, Gondo, Maistro, Karo, Casasola, Dziczek, che non è in ritiro in quanto dovrà sottoporsi ad una visita di controllo al ginocchio e poi partirà con la nazionale polacca, andranno ad irrobustire l’ossatura della squadra granata, ma non ad incrementare il patrimonio tecnico della Salernitana, perchè non di proprietà del club. All’appello, per ora, manca il calciatore per il quale, forse, il discorso dei prestiti a iosa dalla Lazio avrebbe avuto un senso diverso: Cristiano Lombardi aspetta la serie A, legittimamente da parte sua, ma Lotito lo spinge ancora verso Salerno dove l’ex Benevento tornerebbe con più entusiasmo in presenza di un progetto ambizioso e vincente che, al momento, non esiste. E lo conferma anche il rendimento della Salernitana negli ultimi cinque campionati cadetti in cui per due volte la salvezza è arrivata ai playout. Con Bollini e Ventura i granata hanno accarezzato il sogno playoff, rimasto tale per via di finali di stagione in calando. Eppure, questo traguardo non pare così difficile da centrare. Spezia, promosso in A quest’anno, e Cittadella, lo hanno centrato per quattro volte. Tre partecipazioni per Frosinone e Perugia, due per Benevento, Bari e Pescara, una per Trapani, Cesena, Novara, Carpi, Palermo, Venezia, Verona, Empoli, Chievo e Pordenone. Lecce e Spal, da neopromosse, hanno addirittura centrato la promozione diretta. Ascoli ed Entella, oltre alla Cremonese, che, però, ha disputato solo due campionati cadetti nel quinquennio in esame, sono tra le poche società a non aver preso parte agli spareggi promozione, mentre il Crotone ha ottenuto due promozioni dirette, una per Benevento, Carpi, Frosinone e Brescia. Il discorso, però, è più ampio ed è stato più volte affrontato: prima di dichiarare un qualsivoglia obiettivo, bisogna gettare le basi. Chi osserva dall’esterno, al momento, ravvisa solo approssimazione e mancanza di chiarezza nell’allestimento della rosa. Chi opera dall’interno, invece, dovrebbe farsi un esame di coscienza. Proprietà e dirigenza non possono far finta di nulla. Castori sembra già un uomo solo al comando di in gruppo alla ricerca di una sua identità e la piazza è sempre più distante. Le premesse non sono certo le migliori.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto

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