“La sicurezza non si fa con le poltrone, non si garantisce con formalismi burocratici e non si misura in tonnellate di carta”. Serve prevenzione reale, responsabilità, tecnologie e risorse per le aziende che investono nella tutela dei lavoratori. E’ netto l’appello di Antonio Lombardi, presidente nazionale di Federcepicostruzioni, che in occasione della 76esima Giornata internazionale delle vittime degli incidenti sul lavoro chiede una profonda revisione del sistema di prevenzione.
Un allarme che arriva mentre in edilizia le morti continuano ad aumentare: nei primi sette mesi del 2026, le denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sono passate da 67 a 76, con un incremento del 13,4 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso annoche mette impietosamente in discussione l’efficacia di un sistema della sicurezza sul lavoro sempre più complesso, costoso e burocratizzato, ma ancora incapace di produrre risultati soddisfacenti nella prevenzione degli incidenti.
Una situazione preoccupante anche in Campania, ancora in zona rossa secondo l’Osservatorio Vega Engineering, con 41 vittime sul lavoro registrate nei primi sette mesi dell’anno.
A rendere ancora più drammatico il quadro sono le recenti tragedie che hanno coinvolto due lavoratori salernitani. Antonio Simone, 46 anni, originario di Montesano sulla Marcellana, ha perso la vita nel Beneventano mentre lavorava in un cantiere all’interno di un’azienda. Pietro Pellegrino, 57 anni, di Sassano, è invece rimasto vittima di un incidente sul lavoro in Irpinia.
E proprio davanti a queste tragedie, Federcepicostruzioni punta il dito contro un sistema che, secondo Lombardi, rischia di concentrarsi troppo sugli adempimenti formali e troppo poco sulla sicurezza concreta nei luoghi di lavoro.
“Un documento perfettamente compilato non può fermare una caduta dall’alto. Un attestato non garantisce, da solo, la capacità di utilizzare in sicurezza un macchinario”, sottolinea il presidente, chiedendo di riportare al centro la prevenzione reale, la formazione pratica e l’efficacia dei controlli.
Tra le proposte della Federazione, la semplificazione normativa ed amministrativa delle procedure, la razionalizzazione degli organismi preposti alla sicurezza e maggiori incentivi alle imprese che investono in macchinari sicuri, tecnologie e dispositivi di protezione. Particolare attenzione alle piccole e medie aziende, che devono essere messe nelle condizioni di sostenere gli investimenti necessari.
L’obiettivo, ribadisce Lombardi, non è ridurre le tutele, ma rendere più efficace il sistema, concentrando risorse e controlli sui rischi effettivi.
Federcepicostruzioni sollecita pertanto una verifica approfondita dell’efficacia degli obblighi e degli strumenti oggi previsti, finalizzata a eliminare duplicazioni, semplificare procedure ridondanti e concentrare risorse e controlli sulle condizioni di rischio effettivo.
L’obiettivo, ribadisce Lombardi, non è ridurre le tutele, ma rendere più efficace il sistema, concentrando risorse e controlli sui rischi effettivi. Il parametro deve essere uno soltanto: quanti incidenti riusciamo a evitare, non quanti adempimenti riusciamo a produrre».
Perché onorare la memoria delle vittime significa soprattutto impedire che altre tragedie si ripetano. E fare in modo che la sicurezza non resti un obbligo sulla carta, ma diventi una garanzia concreta per chi ogni giorno esce di casa per andare a lavorare.

