STIPENDI: LA SCURE GRANATA, TRA TAGLI E CONTROPROPOSTE

Un taglio netto sugli stipendi. La proposta della Salernitana e la controproposta dei calciatori. In mezzo un probabile braccio di ferro ed un possibile “asso” nella manica, con jolly chiamato serie A.

La Salernitana ieri è uscita allo scoperto, toccando per la prima volta il delicatissimo argomento “stipendi” con i propri tesserati. Il club granata ha proposto una decurtazione del 50% degli ingaggi degli ultimi 4 mesi, visto il perdurare della pandemia e l’incertezza sul futuro del campionato. Tutto si sarebbe consumato nella giornata di ieri. L’idea è stata sottoposta ai vari gruppi di atleti che si sono susseguiti al Mary Rosy. A quanto pare, il club di Lotito e Mezzaroma avrebbe avanzato una singolare offerta ai propri tesserati con annesse varie ed eventuali (applicabili in corso d’opera). Sembrerebbe, infatti, che la Salernitana abbia chiesto a tutti i calciatori di rinunciare in toto agli stipendi di marzo e aprile, garantendo invece le mensilità di maggio e giugno a prescindere dalla ripresa o meno del campionato. C’è di più. Il management avrebbe prospettato all’intera rosa anche quello che potrebbe definirsi una sorta di… premio promozione. Voci di corridoio sussurrano che in caso di ripresa della stagione agonistica, l’ippocampo si sarebbe impegnato a garantire anche le mensilità di marzo e aprile, ma soltanto nell’ipotesi di promozione in massima serie. Sia direttamente, sia attraverso i play off.

I giocatori hanno ascoltato, registrato e incassato quanto gli veniva proposto: si sono guardati negli occhi per poi consultare i rispettivi agenti e procuratori. Al termine del colloquio con la dirigenza pare ci sia stata una sorta di seconda riunione tra gli stessi giocatori. La squadra, pur prendendosi del tempo per decidere, avrebbe già fatto una prima controproposta. I giocatori, infatti, sarebbero stati pronti a firmare la rinuncia ad un solo stipendio (rispetto ai due chiesti dal club granata), ma solo nel caso in cui non si torni più a giocare. Viceversa Di Tacchio e compagni vorrebbero vedersi riconosciute tutte le mensilità per poi discutere il premio promozione. Inutile dire che le posizioni delle parti al momento sono parecchio distanti. Ieri c’è stato solo un primo approccio, insomma. Le parti si riaggiorneranno e potrebbero anche modificare le proprie posizioni in virtù di quanto si deciderà a breve sul futuro del torneo cadetto.  Di tempo per trattare comunque ce n’è, intendiamoci.

I club, infatti, sono tenuti a pagare la trance di marzo, aprile e maggio entro il 30 giugno prossimo ed in caso di fumata bianca (decurtazione di uno o due stipendi) bisognerebbe formalizzare il tutto con una rinuncia scritta.

Autore dell'articolo: Eugenio Marotta

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