In un periodo storico in cui show e giochi di fortuna sembrano detenere il primato del divertimento, occorre constatare che la popolazione globale continua ad apprezzare i giochi che stimolano le capacità intellettive.
A sostenerlo sono i dati dell’analisi condotta e pubblicata da Business Research Insights, una società specializzata in ricerche di mercato. I cosiddetti skill games detengono un volume di mercato che supera i 25 miliardi di dollari e che entro il 2035 si stima possa andare oltre gli 81 miliardi di dollari.
È il segno questo che nell’era dell’ipervelocità, che sembra allentare ogni sforzo cognitivo, resiste invece l’interesse verso quei giochi che attivano la mente e richiedono logica e capacità di calcolo. Possiamo dedurre peraltro che l’attenzione verso questa categoria di giochi arriva proprio dagli utenti più smart. Infatti, la maggior parte degli accessi si verifica da dispositivi mobili e oltre la metà dei giocatori predilige i pagamenti digitali.
Lo scenario risulta omogeneo, nonostante i Paesi del mondo abbiano una regolamentazione differente in materia di giochi. Questo significa che il pubblico moderno non cerca solo il passatempo passivo, ma desidera mettere alla prova se stesso.
Tra i giochi di abilità più recenti ci sono i puzzle, come Ubongo, oppure i quiz di logica a tempo, come Brain Wars, che mettono alla prova anche la velocità di calcolo. Ci sono poi anche i giochi di parole, che spesso sono strutturati sulle community e, pertanto, attraggono anche un maggiore numero di utenti.
È doveroso poi considerare che, nonostante siano cambiati i tempi, i giochi di abilità più amati restano i grandi classici del passato. Dagli scacchi alle carte, l’interesse non cala. Questi giochi sono, infatti, riusciti ad entrare nell’era digitale con una straordinaria disinvoltura.
In pole position c’è il poker online che, mantenendo una buona dose di fortuna, anche nella versione virtuale richiede al giocatore alcune abilità: gestione del rischio, analisi delle probabilità e lettura psicologica dell’avversario partendo dalle sue mosse. Insomma, le stesse identiche componenti che lo hanno reso celebre, insieme ad altri giochi di carte, al tavolo fisico.
Tutto questo non fa che attestare ancora una volta che l’evoluzione dei canali e delle modalità di fruizione non arresta la voglia di far leva su intelletto o capacità strategiche per portare a casa una vittoria personale.

