Sarà tumulato nei prossimi giorni, secondo le normative sanitarie vigenti, all’allevamento LJ di Eboli, dove ha trascorso gli ultimi mesi della sua vita. Tra un mese è prevista una celebrazione privata, mentre successivamente sarà realizzato un memoriale visitabile dal pubblico. È l’ultimo omaggio a Varenne, la leggenda del trotto italiano, morto improvvisamente a 31 anni nel suo box.
Il campione si è spento all’allevamento LJ, dove si era trasferito nel marzo del 2025. Una morte fulminea e inattesa. Era insieme a Giovanni, uno dei collaboratori che si prendeva cura di lui, quando si è improvvisamente accasciato.
Nonostante l’età e qualche acciacco, Varenne stava discretamente bene. Nell’allevamento LJ aveva un box di 30 metri quadrati, con due ingressi e tre ventilatori. Era seguito da due veterinari e da un nutrizionista e riceveva cinque pasti al giorno. Passeggiate nel parco e cure quotidiane completavano l’assistenza riservata al campione.
Per il proprietario della struttura, Dario De Angelis, vivere accanto a Varenne è stato un privilegio. Un cavallo speciale, dotato di un’intelligenza quasi umana, capace di conquistare chiunque gli fosse vicino.
La sua morte a Eboli rafforza il legame con la Campania. Nato a Copparo, in Emilia Romagna, Varenne era considerato un napoletano d’adozione anche grazie al suo storico proprietario, Enzo Giordano, e ai grandi successi conquistati sulla pista di Agnano.
Il deputato salernitano Pino Bicchielli lo ricorda come il simbolo di un’intera stagione dell’ippica italiana: 62 vittorie in 73 corse, i massimi trionfi internazionali dal Prix d’Amérique all’Elitloppet, fino al Gran Premio Lotteria e alla Breeders Crown.
Numeri che raccontano solo in parte la grandezza del Capitano, diventato una leggenda dello sport italiano. Varenne aveva qualcosa che appartiene soltanto ai fuoriclasse: la capacità di trasformare lo sport in emozione collettiva. Ora Eboli si prepara a custodirne il ricordo.

