A meno di due mesi dalla scadenza del 31 dicembre – termine ultimo di ammissibilità della spesa per il 2007-2013 – la Campania continua ad arrancare nell’assorbimento dei fondi Ue; i suoi programmi regionali restano tra gli ultimi in Europa ad attendere il disco verde di Bruxelles. Secondo le ultime percentuali rese note dalla Commissione Ue, sul Fondo europeo per lo sviluppo regionale, a fronte dell’assorbimento di regioni come Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia entrambe al 98%; o Liguria, al 95%; o quello Lombardia al 93%; il programma regionale della Campania è fermo al 68%. Nelle ultime ore la Commissione Ue ha dato il disco verde al ‘grande progetto’ “Risanamento Ambientale Corpi idrici Superficiali delle Aree interne” dal valore totale di 100 milioni di euro, con un contributo europeo di 75 milioni. L’iniziativa punta a migliorare la qualità delle acque del fiume Volturno, dei suoi affluenti, e delle infrastrutture ambientali, sicuramente un buona notizia, una goccia, però, nel mare dei progetti presentati e che rischiano di naufragare. E così per monitorare la capacità amministrativa dei programmi del nuovo periodo, è stata messa in piedi una struttura presso la Presidenza del Consiglio sotto il coordinamento politico del vice presidente Fulvio Bonavitacola, struttura sulla quale si appuntano le speranze di quei comuni che, presentati i progetti, avviati i cantieri, rispondendo ai bandi pubblicati dalla Regione negli ultimi mesi della gestione Caldoro, ora sono con il fiato cortissimo vedendosi approssimare la deadline del 31 dicembre. Impossibile, infatti, entro fine anno rendicontare le spese. Cosa accadrà? Il rischio concreto è che gli enti, molti dei quali piccoli e già a rischio default, potrebbero essere costretti ad attingere a risorse proprie per completare le opere avviate, praticamente un salasso. Inutile aggiungere che con i comuni rischiano anche le imprese esposte per milioni di euro. Ed allora? ed allora la task force messa in campo da De Luca sta studiando una exit strategy che permetterebbe a quei progetti per un importo superiore ai 5 milioni di euro di scavalcare la data del 31 dicembre accedendo al piano 2013 – 2018, mentre per i progetti inferiori ai 5 milioni di euro, la maggioranza nel territorio provinciale di Salerno, qualora non si riuscisse a chiudere la pratica entro il 31 dicembre, scatterebbe una piano di salvataggio messo in campo direttamente dalla regione Campania con fondi propri, reperiti attraverso altre fonti di finanziamento, il tutto regolamentato da un decreto: il “salva-comuni”.
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