“È doveroso premettere che l’allenatore chiede determinate cose. Oggi Ho detto ai ragazzi di sbagliare tutto ma non l’atteggiamento. Dovevamo avere capacità di soffrire e poi magare di credere di poter vincere la partita. Il Catania ha grande qualità tecnica, mi viene da dire di categoria superiore. All’intervallo abbiamo corretto qualcosa perché a sinistra eravamo in sofferenza. Ho tolto Achik che avevo schierato in una posizione defilata per limitare Casasola, poi ad inizio ripresa gli ingressi di Anastasio e Quirini hanno dato maggiore fisicità. In questa partita ci è mancata la qualità necessaria per vincere contro avversari come questi. C’era un po’ di frenesia probabilmente figlia del momento e della situazione di classifica. Sta a me lavorare per far giocare la squadra più libera dal punto di vista mentale, dobbiamo fare tre passi in avanti qualitativamente”. Queste le parole del tecnico granata Serse Cosmi intervenuto in conferenza stampa al termine di Salernitana-Catania.
“Avere una conoscenza completa di questo gruppo in questi pochi giorni era complicato. Ci vuole tempo per capire la squadra, ma non troppo. Sono sicuro che arriveremo a giocare anche da un punto di vista estetico molto meglio”.
“Il pubblico è commovente, ogni volta che sono venuto qui a Salerno ho sempre desiderato venire ad allenare la Salernitana. È troppo bello venire a giocare qui anche da avversario, è doveroso dare il massimo per questi tifosi. Meritano l’impegno che c’è stato ma anche qualcosa in più sotto l’aspetto tecnico”.
“Non sono un amante delle cinque sostituzioni per forza. Quando stavo pensando di fare gli ultimi cambi ho visto la squadra in crescendo. Nel finale abbiamo giocato nell’area avversaria e questo è un aspetto positivo dal punto di vista fisico e mentale”.
Il mister ha quindi concluso: “Credo che possiamo esprimerci molto meglio per creare più occasioni. Nel calcio si vive di emozioni, a me fa stare bene entrare in uno stadio come questo e avere questo pubblico. Ho vissuto questo ritorno come se fossi un debuttante”.

