Sono tre gli archeologi che da questa mattina hanno ripreso le attività di scavo nell’area dell’ex pastificio Antonio Amato, in via Picenza, nella zona di cerniera tra i quartieri di Mercatello e Mariconda. Qui, dove il gruppo Aversa aveva programmato la realizzazione di un nuovo complesso residenziale, le operazioni di demolizione del vecchio mulino hanno portato alla luce una serie di reperti che hanno imposto l’immediato stop al cantiere e l’avvio di una nuova fase di approfondimento archeologico.
Da settimane è in corso una fitta interlocuzione tra la proprietà e la Soprintendenza, con l’obiettivo di trovare una soluzione che consenta da un lato la ripresa dei lavori edilizi e dall’altro un’analisi completa dei ritrovamenti, necessaria per stabilirne natura, entità e valore. La posizione del gruppo Aversa è chiara: ottenere il via libera almeno per la prosecuzione della demolizione del Mulino, effettuata finora con una tecnica innovativa che ha permesso di smontare la struttura pezzo dopo pezzo senza interferire con il traffico ferroviario della linea adiacente.
Osservando il cantiere, anche a occhio nudo sembra possibile immaginare una convivenza tra le due attività: la prosecuzione controllata della demolizione e, parallelamente, l’avanzamento delle indagini archeologiche. La presenza degli archeologi, tornati oggi sul posto per una nuova campagna di scavi, conferma la volontà della Soprintendenza di procedere con una verifica puntuale, indispensabile per comprendere la portata dei reperti emersi e definire i margini entro cui potrà muoversi la proprietà.

